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31/08/2026 ore 14.27
Cronaca

Caccia al colombaccio, il Tar revoca la sospensione: preapertura consentita per il 2 settembre

Il presidente della Prima sezione Ivo Correale ha ritirato il decreto cautelare dopo la rinuncia di Earth alla sospensiva. Resta aperto il ricorso sulla legittimità delle sei giornate previste

di Antonio Alizzi

Torna efficace anche per il 2 settembre 2026 la parte del calendario venatorio della Calabria che autorizza la preapertura della caccia al colombaccio. Il presidente della Prima sezione del Tar Calabria, Ivo Correale, ha revocato il precedente decreto cautelare che aveva sospeso temporaneamente l’attività venatoria limitatamente a quella giornata.

La decisione è stata assunta il 31 agosto nell’ambito del ricorso numero 1110 del 2026, presentato da Earth Odv contro la Regione Calabria. A determinare il nuovo provvedimento è stata la rinuncia dell’associazione ambientalista alla tutela cautelare richiesta all’inizio del procedimento.

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In assenza di ulteriori provvedimenti, il 2 settembre la preapertura al colombaccio potrà quindi svolgersi nel rispetto degli orari, delle modalità e delle limitazioni territoriali stabiliti dal calendario regionale.

La rinuncia di Earth alla sospensiva

Il 28 agosto Earth Odv, rappresentata dall’avvocato Massimo Rizzato, ha depositato una dichiarazione di rinuncia alla tutela cautelare. Nella stessa giornata le associazioni venatorie costituite nel giudizio hanno chiesto la revoca del decreto numero 438 del 13 agosto 2026.

Con quel primo provvedimento il Tar aveva sospeso l’efficacia del calendario venatorio esclusivamente nella parte relativa alla caccia al colombaccio del 2 settembre, giorno per il quale era stata fissata anche la camera di consiglio.

La rinuncia di Earth, secondo il presidente della sezione, costituisce una «circostanza di fatto sopravvenuta» rilevante ai fini della permanenza della misura urgente. Il giudice ha inoltre considerato le caratteristiche dell’attività venatoria, normalmente praticata anche nelle prime ore del mattino, ravvisando la necessità di chiarire il quadro prima dell’inizio della giornata interessata.

Revocata la sospensione del 13 agosto

Il Tar ha quindi revocato integralmente il decreto cautelare numero 438 del 2026. Viene meno, in questo modo, l’unico ostacolo giudiziario che impediva la preapertura al colombaccio nella giornata del 2 settembre.

La sospensione originaria non aveva interessato le altre date previste dal calendario regionale: 5, 6, 10, 12 e 13 settembre 2026. Per queste giornate la disciplina approvata dalla Giunta calabrese era rimasta efficace.

Il calendario venatorio regionale 2026-2027, è stato adottato con la deliberazione numero 433 del 21 luglio 2026 e pubblicato il 6 agosto. Oltre al colombaccio, prevede una fase di preapertura per gazza, cornacchia grigia e quaglia, nel rispetto delle specifiche prescrizioni fissate per ciascuna specie.

Le associazioni intervenute nel giudizio

Le istanze di revoca erano state presentate dalla Federazione Italiana della Caccia Calabria, dall’Associazione Nazionale Libera Caccia, da Anuu Migratoristi, Arci Caccia Calabria e Italcaccia.

Le quattro associazioni costituite nei confronti di Earth sono rappresentate dall’avvocato Enrico Morcavallo. La Federazione Italiana della Caccia Calabria, intervenuta nel procedimento per opporsi al ricorso, è assistita dall’avvocato Biagio Di Vece. La Regione Calabria è rappresentata dall’avvocato Ferdinando Mazzacuva.

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Il ricorso non è stato deciso nel merito

La revoca riguarda soltanto il precedente provvedimento cautelare e non contiene una decisione sulla legittimità complessiva del calendario venatorio.

Earth ha rinunciato alla tutela cautelare, non al ricorso principale con il quale ha impugnato la delibera regionale nella parte relativa alle sei giornate di preapertura al colombaccio. Il Tar, con il decreto del 31 agosto, non ha pertanto definito il giudizio di merito né dichiarato estinto il procedimento.

L’effetto immediato della pronuncia resta comunque chiaro: la sospensione disposta il 13 agosto è stata eliminata e la previsione regionale relativa alla giornata del 2 settembre torna applicabile.