Calcio, minacce a Lotito per cedere la Lazio: perquisizioni, nel mirino anche Luigi Bisignani
Si ipotizza una strategia che tra campagne social, articoli di stampa e contatti con banche e giornalisti avrebbe mirato a disarcionare il patron dei biancocelesti (e ora anche della Reggina)
Perquisizioni questa mattina nell’ambito dell’inchiesta sulle pressioni esercitate su Claudio Lotito per spingerlo a cedere la Lazio. Nel decreto della Procura di Roma compaiono i nomi di Mauro Masi, Francesco Maiolini e Luigi Bisignani.
Gli investigatori stanno cercando di ricostruire una possibile strategia coordinata, che avrebbe coinvolto campagne sui social, articoli di stampa e contatti tra esponenti del mondo bancario e giornalisti. Al centro degli accertamenti anche l’ipotesi di tentativi di influenzare l’andamento del titolo in Borsa e di una regia comune dietro le pressioni rivolte al presidente biancoceleste e senatore, oggi anche patron della Reggina.
Minacce a Lotito, si cercano riscontri in email e documenti
Gli inquirenti stanno cercando di capire se dietro queste manovre esista una «regia unitaria» ed eventuali «mandanti». I carabinieri cercano intanto riscontri in email e documenti.
Bisignani – ricorda il Fatto Quotidiano – aveva dedicato diversi editoriali e interviste nei giorni della protesta più dura della tifoseria («Stadio senza tifosi, Lotito come Nerone? Se il mondo Lazio brucia», e ancora «Laziale alza la voce»), intervenendo su varie radio romane. I carabinieri avrebbero già riscontrato contatti «non occasionali» negli ultimi due anni tra Maiolini e Bisignani, alcuni contatti tra Masi e lo stesso Bisignani e una serie di telefonate e «insistiti tentativi di chiamata» tra Maiolini e Bisignani che si sarebbero concentrati proprio a ridosso della preparazione e della pubblicazione degli articoli.
Minacce a Lotito, le accuse nel decreto di perquisizione
Diffusione di «notizie false» per «provocare una sensibile alterazione del prezzo delle azioni della Ss Lazio spa, società quotata». Questa l'accusa contestata dai pm della Dda della procura di Roma nell'inchiesta che ha portato alle perquisizioni effettuate oggi dai carabinieri del Nucleo Investigativo nei confronti del presidente della Banca del Fucino, Mauro Masi, dell'ad Francesco Maiolini e di Luigi Bisignani. In particolare i tre sono accusati di manipolazione del mercato, perché «agendo in concorso tra loro e con terzi, alcuni dei quali in corso di identificazione, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, concorrevano moralmente alla diffusione a mezzo social network o attraverso la testata Millenovecento, e concorrevano moralmente e materialmente attraverso il quotidiano II Tempo cui collabora Bisignani alla diffusione di notizie false, relative alla imminente cessione da parte di Claudio Lotito del pacchetto azionario di controllo della Ss Lazio spa, allo stato di decozione delle società controllate da Claudio Lotito, alla intenzione di Claudio Lotito di far deliberatamente retrocedere la squadra della Lazio in una serie minore al fine di ottenere il cosiddetto paracadute di 35 milioni di euro, notizie false la cui diffusione è concretamente idonea a provocare una sensibile alterazione del prezzo delle azioni della Ss Lazio s.p.a., società quotata». I fatti sarebbero iniziati dal giugno 2024 e sono tuttora in corso.