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30/03/2026 ore 13.05
Cronaca

Camorra, il blitz contro i Casalesi mostra i legami con la ’ndrangheta. Gratteri: «Affari di droga con il clan Bellocco»

Sono 23 le persone arrestate nell’operazione della Dda di Napoli: ci sono anche i fratelli del boss Zagaria. Il procuratore: «Questa famiglia infesta l’Italia e ha proiezioni di riciclaggio all’estero, anche a Dubai»

di Redazione Cronaca

È di ventitré persone arrestate - 19 in carcere e 4 ai domiciliari - il bilancio dell'operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e dei Carabinieri del Ros e del Comando Provinciale di Caserta contro il clan dei Casalesi, in particolare contro la fazione guidata dal capoclan Michele Zagaria, detenuto da 15 anni. In carcere sono finiti i fratelli del boss, Carmine e Antonio, il nipote Filippo Capaldo, figlio della sorella Beatrice, catturato in Spagna, dove si era trasferito dopo essere stato scarcerato nel 2019. Anche Carmine e Antonio erano stati in carcere e poi rimessi in libertà già qualche anno fa: da allora avevano continuato a gestire la cosca fondata dal fratello Michele secondo classiche dinamiche, ovvero facendo estorsioni a commercianti e imprenditori, controllando alcuni settori economici come quello della compravendita delle proprietà terriere. Il clan, grazie a rapporti con la 'ndrangheta, si occupava anche del traffico di droga.

Gratteri: «Affari con il clan Bellocco, uno dei più importanti della ’ndrangheta»

«La famiglia Zagaria resta una camorra di serie A, con tutti i reati tipici e classici di un'organizzazione mafiosa. Addirittura bisognava pagare la mazzetta anche per un passaggio di proprietà, per l'acquisto di un terreno o di un'attività commerciale. La famiglia voleva il pizzo per qualsiasi attività usuraria, per allargarsi al traffico di droga andando a fare affari con una delle famiglie più importanti della ’ndrangheta, i Bellocco. E poi ci sono anche proiezioni di riciclaggio all'estero, ad esempio a Dubai», ha detto il procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri nel corso della conferenza stampa convocata negli uffici della Procura per illustrare l'indagine che ha portato all'arresto dei fratelli di Michele Zagaria, Carmine e Antonio, e del nipote Filippo Capaldo.

L'inchiesta è partita oltre cinque anni fa e attualizzata su input del procuratore Gratteri e dell'aggiunto Michele Del Prete, con l'impiego dei carabinieri del comando provinciale di Caserta e il Ros. «Nel corso dei decenni - ha aggiunto Gratteri - la famiglia Zagaria ha infettato e infestato tutta Italia, anche all'estero, partendo dalla provincia di Caserta. Questa è un'indagine molto importante che parte da lontano e che è iniziata quando io non ero ancora a Napoli ed è rimasta un po' ferma».