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10/03/2026 ore 08.05
Cronaca

Caos nel calcio giovanile calabrese: tensione e accuse dopo Bulldog Vibo–Union Kroton

La società crotonese denuncia un’aggressione ai propri ragazzi dell’Under 17, mentre il club di casa respinge le accuse e parla di episodi isolati non riconducibili alla società vibonese

di Francesco Roberto Spina

Un episodio di violenza scuote ancora una volta il calcio giovanile calabrese. Al termine della gara del campionato Under 17 tra Bulldog Vibo e Union Kroton, disputata lo scorso 7 marzo a Vibo, momenti di tensione hanno trasformato quello che doveva essere un confronto sportivo tra ragazzi in una vicenda finita ora sotto la lente delle forze dell’ordine.

La partita si era conclusa con la vittoria dei padroni di casa per 3-1. Subito dopo il triplice fischio, secondo le prime ricostruzioni, una decina di persone avrebbe scavalcato la recinzione del campo inseguendo alcuni calciatori e l’arbitro, che sono stati costretti a rifugiarsi negli spogliatoi.

All’interno dell’impianto erano presenti anche alcuni genitori dei ragazzi e uno di loro sarebbe intervenuto nel tentativo di proteggere il figlio durante i momenti più concitati. Secondo alcune testimonianze raccolte dagli agenti intervenuti sul posto, durante la tensione sarebbero comparse anche due armi da taglio. Sull’accaduto sono in corso accertamenti per individuare eventuali responsabilità. 

Dura la reazione della società crotonese, che ha diffuso una nota ufficiale accompagnata anche da un video delle fasi successive alla partita: «Le vergognose immagini dell’aggressione subita dai nostri Under 17 a Vibo Valentia sabato, pubblicate con orgoglio sui vari social per mostrare quanto sono stati bravi a malmenare un gruppo di ragazzini».

«A tutto ciò hanno fatto seguito 15 minuti di violenza inaudita verso i nostri ragazzi ed i 2 dirigenti accompagnatori - scrive il club pitagorico – ,tutto ciò per una partita tra minorenni».

E ancora: «Il calcio non è questo e per noi non lo sarà mai, siamo pronti a difendere i nostri valori ed i nostri ragazzi in ogni sede possibile, elementi del genere vanno emarginati e radiati da tutti i campi. Stop alla violenza».

Sulla vicenda è intervenuto anche l’allenatore della formazione crotonese, Antonio Basile: «Non amo parlare di queste cose, ma questa volta penso si sia davvero superato ogni limite - ha dichiarato Basile -. Fin dal nostro arrivo al campo abbiamo percepito atteggiamenti intimidatori. È difficile far scendere in campo dei ragazzi quando qualcuno è venuto allo stadio non per vedere una partita ma per minacciare».

Su quanto accaduto è intervenuta anche la società Bulldog Vibo con una nota ufficiale – che pubblichiamo integralmente – diffusa dopo una riunione del direttivo.

«A seguito della riunione odierna del Direttivo societario, la A.S.D. Bulldog ritiene opportuno precisare quanto segue in merito alla partita disputata il 7 marzo tra Bulldog e Union Kroton.

La società ospite è stata accolta in un clima sereno e rispettoso, senza alcun atteggiamento ostile o intimidatorio, in linea con i principi sportivi e con i valori etici che da sempre contraddistinguono lo staff, i dirigenti e i ragazzi della Bulldog. La gara si è svolta in maniera complessivamente corretta ed è stata apprezzata per l’impegno dimostrato dai 22 atleti scesi in campo, i quali, al termine dell’incontro, hanno lasciato l’impianto sportivo salutandosi reciprocamente.

Al termine della partita si sono tuttavia verificati alcuni spiacevoli episodi che la società condanna con fermezza. Tali fatti, per quanto accaduti, non sono in alcun modo riconducibili alla società Bulldog né ai propri tesserati.

Proprio per garantire la massima trasparenza e la corretta ricostruzione degli avvenimenti, il Direttivo della Bulldog ha ritenuto opportuno rappresentare quanto accaduto nelle sedi competenti, come da dichiarazione già resa alla Questura di Vibo Valentia, fornendo elementi utili alla ricostruzione dei fatti verificatisi a partita conclusa. Si evidenzia, inoltre, che nessuno dei presenti — giocatori, familiari, dirigenti, allenatori, arbitro e commissario di campo — ha riportato lesioni o ferite.

La situazione è stata riportata alla calma grazie all’intervento tempestivo dei dirigenti della società e di alcuni genitori presenti. Le forze dell’ordine sono giunte sul posto quando i ragazzi avevano già concluso le operazioni negli spogliatoi.

Si precisa inoltre che, per quanto a conoscenza della società, né l’arbitro né il commissario di campo presenti hanno subito minacce o aggressioni. Allo stesso modo, si rileva come alcune ricostruzioni diffuse su organi di stampa da tesserati della società Union Kroton facciano riferimento alla presunta presenza di armi da taglio, circostanza che non risulta essere stata riscontrata o segnalata da alcuno dei presenti.

La società Bulldog ribadisce la propria piena fiducia negli organi competenti affinché venga fatta piena chiarezza sull’accaduto e rinnova il proprio impegno nel promuovere i valori dello sport, del rispetto e della correttezza dentro e fuori dal campo».