Cariati, morte di Luigi Britti: convalidato il sequestro dei mezzi e del cellulare dell’indagato
La Procura di Castrovillari dispone ulteriori accertamenti sulla dinamica dello scontro. Il 25enne è accusato di omicidio stradale aggravato
La Procura di Castrovillari ha convalidato il sequestro probatorio dei mezzi e degli oggetti acquisiti dopo l’incidente stradale in cui, il 12 settembre, ha perso la vita Luigi Britti. Il provvedimento riguarda l’automobile condotta dall’indagato, la motocicletta della vittima, i relativi componenti e il telefono cellulare trovato in possesso del giovane.
L’indagato, 25 anni, deve rispondere di omicidio stradale aggravato. Secondo la ricostruzione contenuta nel decreto, percorreva via Nazionale a Cariati, in direzione Crotone-Taranto, alla guida di una Lancia Ypsilon quando avrebbe perso il controllo del veicolo in una curva a destra, invadendo la corsia opposta e scontrandosi frontalmente con la Yamaha condotta da Britti.
La Procura di Castrovillari dispone ulteriori accertamenti sulla dinamica dello scontro. Il 25enne è accusato di omicidio stradale aggravato.
L’impatto ha provocato l’amputazione del braccio sinistro del motociclista e la sua morte. La vittima, secondo quanto riportato nell’atto, sarebbe stata sbalzata contro la parete esterna di un’abitazione, a circa quattro metri e mezzo di altezza, prima di ricadere sul margine sinistro della strada. I familiari di Britti hanno dato mandato all’avvocato Raffaele Meles per l’accertamento di ogni singola verità.
La Procura contesta al conducente di essersi messo alla guida senza aver mai conseguito la patente e in condizioni di alterazione psicofisica dovute all’assunzione di sostanze stupefacenti. Un esame tossicologico preliminare sarebbe risultato positivo alla cocaina. Si tratta di elementi accusatori che dovranno essere verificati nel corso del procedimento.
Il sequestro è stato ritenuto necessario per svolgere ulteriori accertamenti sui veicoli e ricostruire con precisione la dinamica dello scontro, avvenuto lungo la Statale 106, al chilometro 305,200.
Particolare attenzione sarà riservata allo smartphone dell’indagato. Attraverso una copia forense gli investigatori verificheranno eventuali chiamate, messaggi, accessi o connessioni registrati mentre il giovane era alla guida, per stabilire se l’utilizzo del telefono possa avere avuto un ruolo nell’incidente.
Il provvedimento non rappresenta un accertamento definitivo di responsabilità. Le contestazioni formulate dalla Procura dovranno essere sottoposte alle verifiche previste durante il procedimento, nel rispetto del diritto di difesa e della presunzione di innocenza.