Caro vita e carburanti, la protesta si allarga agli studenti in Calabria: «Non ce la fa più nessuno»
Nel Cosentino mobilitazioni ad Acri e Corigliano Rossano, dove al centro della giornata finiscono anche l'emergenza idrica e il diritto allo studio. Nella città ionica il sindaco Flavio Stasi si schiera al fianco di agricoltori e pescatori: «Servono misure strutturali»
La Calabria scende in piazza contro il caro vita e il caro carburanti e alla protesta degli agricoltori, che da giorni presidiano strade e snodi strategici della regione, si affianca da oggi il fermo degli autotrasportatori proclamato da Fedralog fino al 20 ottobre. In piazza scendono anche gli studenti, che chiedono risposte sulle difficoltà economiche delle famiglie, sul costo dei trasporti e sul diritto allo studio. Nel Cosentino, le mobilitazioni interessano in particolare Acri e Corigliano Rossano. Ad Acri gli studenti delle scuole superiori hanno organizzato una manifestazione partita da piazza Vincenzo Sprovieri, con un corteo lungo corso Sandro Pertini diretto verso piazza Giacomo Matteotti. Una protesta che intreccia il caro carburanti e il costo della vita con le criticità dei servizi essenziali, a partire dall'emergenza idrica che interessa diverse zone della città: «Il caro vita è arrivato a un punto in cui noi ragazzi dobbiamo scendere in piazza, perché veramente non ce la fa più nessuno – afferma Salvatore, studente di Acri e rappresentante della consulta provinciale –. Mi metto nei panni dei nostri genitori e dei ragazzi che vengono da fuori Acri: è inconcepibile che il carburante abbia raggiunto questi costi così alti». La mobilitazione, spiega, nasce dalla volontà di dare voce alle difficoltà delle famiglie e dei giovani: «Abbiamo deciso, insieme al rappresentante dell'istituto e agli altri studenti, di scioperare in piazza per far sentire la nostra voce, sia come studenti sia come cittadini». Sulle prossime iniziative, Salvatore non esclude nuove forme di protesta: «Magari in piazza, magari a scuola, magari in un altro contesto. È ancora tutto da vedere, ma vogliamo proseguire in questo modo».
Lollobrigida attacca i blocchi dei camionisti in Calabria, sui social esplode la rabbia: «Il problema è il gasolio a 2,70 euro»Accanto al caro carburanti, ad Acri c'è anche la questione dell'acqua. L'ordinanza sindacale numero 29 del 15 ottobre aveva disposto il divieto di utilizzo dell'acqua per scopi potabili, alimentari e igienico-sanitari in diverse località servite dai serbatoi di Logna, Ferrante e San Martino. Il provvedimento è stato poi rettificato, limitando il divieto agli usi alimentari, ovvero bere, cucinare e preparare bevande. Alla base delle restrizioni, valori di torbidità superiori al limite di riferimento in alcuni campioni prelevati dalla rete idrica. «Ad Acri c'è un disagio per tutta la comunità: ora come ora non è possibile avere acqua potabile nelle case – denuncia Francesco, rappresentante degli studenti – . Ci sono persone che stanno limitando le riserve nelle cisterne per poter usufruire di quel poco di acqua che rimane per cucinare, lavarsi e via dicendo». Per Francesco, la manifestazione non può limitarsi a una sola rivendicazione: «Abbiamo deciso di organizzare una protesta che non comprenda un solo punto, ma che si estenda a più campi». Tra i temi richiamati anche i problemi delle comunicazioni telefoniche registrati nei giorni scorsi: «È mancata la linea ad Acri e questo ha creato un disagio, così come la questione dell'acqua, il caro carburante e il caro vita».
Intanto, a Corigliano Rossano, la protesta degli agricoltori prosegue da tre giorni alla rotatoria di contrada Santa Lucia, lungo la Statale 106 Jonica. Nella mattinata di oggi al presidio si sono uniti anche gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, che si sono ritrovati nei pressi del parco comunale prima di raggiungere in corteo il punto della mobilitazione, accompagnati da Mario Oliveto, promotore della protesta, a bordo del suo trattore. Presente al parco anche il sindaco Flavio Stasi, che ha espresso solidarietà ai manifestanti, allargando il significato della protesta alle difficoltà dell'intero tessuto economico e sociale: «La battaglia di agricoltori e pescatori è anche la nostra, quella delle famiglie, di tutte le imprese, dei produttori e dei consumatori, da Spezzano Albanese a Davoli fino alla nostra città – ha dichiarato Stasi -. La strategia energetica nazionale è fallita, quella agricola regionale è implosa. Servono misure strutturali, non misure elettorali». Il primo cittadino di Corigliano Rossano ha quindi rivolto un appello al governo nazionale e a quello regionale: «Ascoltino questa gente che si sta facendo carico del grido disperato di tutte le comunità».