Sezioni
Edizioni locali
27/07/2026 ore 20.03
Cronaca

Cash Back, lavoratori senza buste paga e un muro di gomma sulla contabilità: così la Uil Calabria fece scattare l’inchiesta

Fu la denuncia del commissario Mariaelena Senese a far partire l'inchiesta della Procura di Crotone. Diffide senza risposta, conti opachi e documenti mai consegnati hanno acceso i sospetti sull’ex segretario Tomaino

di Alessia Truzzolillo

L’inchiesta che ha scosso la Camera Sindacale Uil di Crotone non è frutto di un controllo casuale, ma di una precisa azione legale intrapresa dai vertici regionali del sindacato. Tutto ha inizio ufficialmente il 31 luglio 2025, quando Mariaelena Senese, segretario generale della Uil Calabria e commissario straordinario della struttura crotonese, presenta una querela alla Procura della Repubblica di Crotone, guidata da Domenico Guarascio. L’atto segnalava una serie di gravissime irregolarità gestionali attribuite all’ex segretario Fabio Tomaino che si era dimesso nel maggio precedente.

Soldi del sindacato spariti a Crotone, Senese (Uil): «Sulle risorse dei lavoratori nessuna zona grigia»

L’inchiesta Cash Back

È nata così l’inchiesta Cash Back che lo scorso 24 luglio ha portato al sequestro di circa 62mila euro (per attività di autoriciclaggio) nei confronti dell’ex segretario della Camera Sindacale Uil di Crotone Fabio Tomaino. Oltre a Tomaino, considerato il deus ex machina di questo sistema di prelievi illeciti dalle casse del sindacato, sono indagati anche il padre Domenico Tomaino (segretario della Uil Crotone fino al 2018) e l’ex tesoriere provinciale Luca Martino. Secondo l’accusa di appropriazione indebita, Fabio Tomaino avrebbe speso per esigenze personali, con il denaro della Uil di Crotone, oltre 158mila euro. Gli agenti hanno segnalato spese che vanno dai viaggi, alle boutique, fino alla spesa al supermercato. Ma l’ammanco, stando a quanto rendicontato dalla Procura, supera le 300mila euro. Tra le altre cose, Tomaino è accusato di autoriciclaggio perché parte di questo denaro sottratto illecitamente (circa 62.000 euro) sarebbe stato poi "ripulito": Tomaino avrebbe, infatti, utilizzato i fondi sottratti per acquistare polizze assicurative e investiti in operazioni finanziarie di cartolarizzazione dei crediti, cercando così di ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa del denaro.

Amazon, McDonald's, hotel e Gardaland: così l’ex segretario Fabio Tomaino avrebbe speso i soldi della Uil di Crotone

L’ispezione e la scoperta del "bancomat"

Secondo quanto ricostruito dagli agenti della Squadra Mobile, il sospetto si è fatto via via più preoccupante non appena la nuova gestione commissariale ha cercato di fare luce sulla contabilità dell’ente. Senese e il tesoriere regionale Attilio Morittu hanno riscontrato fin da subito una gestione anomala dei conti correnti sindacali. Tra le prime scoperte figuravano massicci trasferimenti di denaro su una carta prepagata non riconducibile all'organizzazione e numerosi assegni emessi a favore dello stesso Tomaino che violavano l'obbligo statutario della doppia firma (Segretario e Tesoriere).

Fondi del sindacato usati per spese personali: sequestri e tre indagati (tra cui un ex segretario) a Crotone – NOMI

Il "muro di gomma" della vecchia gestione

Un elemento centrale riportato nelle denunce è l'atteggiamento di Fabio Tomaino dopo l'avvio del commissariamento. Nonostante le reiterate richieste formali e le diffide inviate dai legali del sindacato, l'ex segretario si è sistematicamente rifiutato di consegnare l'archivio contabile e la documentazione fiscale della Camera Sindacale di Crotone. Questo "muro di gomma" ha impedito per mesi di verificare la legittimità delle spese, alimentando il sospetto che i fondi fossero stati drenati per finalità esclusivamente personali. A domanda specifica Senese risponde: «Per quello che è a mia conoscenza l’avvocato ha inoltrato più di qualche diffida, che tuttavia sono rimaste inevase ed allo stato il signor Fabio Tomaino non ha fornito alcuna documentazione contabile e amministrativa della camera sindacale della Uil di Crotone che, in qualità di segretario, era da quest’ultimo custodita. Aggiungo che il signor Tomaino in qualità di segretario provinciale ha l’obbligo di custodire tutta la documentazione contabile nonché giustificativa delle spese sostenute dalla struttura sindacale crotonese».

Rimborsi gonfiati e malessere tra i dipendenti

Oltre agli ammanchi diretti, le denunce hanno evidenziato un sistema di "rimborsi chilometrici" fuori controllo: oltre 122mila euro erogati senza alcuna pezza giustificativa o prova dell'attività sindacale svolta. Il quadro delineato dalle testimonianze dei vertici regionali ha svelato anche un profondo malessere tra i lavoratori della sede di Crotone, i quali hanno lamentato persino la mancata consegna delle buste paga nel corso degli anni.
«A seguito dei vari confronti avuti con i dipendenti – ha detto Senese – è emerso in maniera ridondante uno stato di malessere generale riconducibile alla gestione del signor Fabio Tomaino legata alla loro posizione lavorativa. In particolare, dichiaravano, nonostante gli anni di attività di patronato e dei numerosi solleciti, di non aver mai ricevuto le buste paga».

La rottura del velo di complicità

Per la Procura, la denuncia di Senese ha rappresentato il momento di rottura di un «velo di complicità» che aveva permesso a Tomaino di agire indisturbato per anni. Solo l'intervento di un soggetto terzo rispetto alle dinamiche interne crotonesi ha permesso di far emergere passaggi di denaro che lo Statuto Uil vieta categoricamente: ogni spesa, infatti, deve essere non solo tracciabile e giustificata, ma sempre finalizzata esclusivamente alle attività istituzionali del sindacato.