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15/05/2026 ore 19.44
Cronaca

Caso Acqua Leo, la replica dei legali: «Nessuna contaminazione nel lotto attenzionato dall’Asp»

Secondo la società il lotto interessato riguardava esclusivamente la mensa dell’ospedale di Soverato: «Creato un danno reputazionale enorme»

di Redazione Cronaca

Dopo il caso sollevato dall’Asp di Catanzaro sul lotto 118 da 0,5 litri di Acqua Leo destinato alla mensa dell’ospedale di Soverato, arriva la replica dei legali dell’azienda, che parlano di «allarmismo ingiustificato» e contestano la diffusione della nota interna dell’Azienda sanitaria. Secondo quanto sostenuto dalla società, tutte le analisi effettuate sul lotto sarebbero risultate conformi ai parametri di legge e ulteriori verifiche affidate a un laboratorio esterno accreditato avrebbero escluso «qualsivoglia contaminazione».

L’Asp vieta l’uso di un lotto di Acqua Leo: «Odore sgradevole». L’azienda: «Analisi in linea con i parametri previsti»

Di seguito la nota integrale della società:

«In riferimento alla notizia apparsa in data 12 maggio u.s. che ha visto quale protagonista, suo malgrado l’“Acqua Leo”, in qualità di difensori della società titolare del relativo marchio, con riserva di tutelare il buon diritto della nostra assistita nelle sedi competenti, intendiamo chiarire i contorni dell’incresciosa vicenda.

Si contesta l’operato dell’Asp di Catanzaro che incautamente, senza aver prima proceduto alle necessarie verifiche, ha consentito la divulgazione di una nota a firma del Direttore del P.O. di Soverato, contenente la mera richiesta di sospensione cautelativa dello specifico lotto dell’acqua Leo (L.118 da 0,5 l) destinato e consegnato esclusivamente alla mensa ospedaliera.

Nota ad uso unicamente interno e cautelativo.

Siffatto contegno ha generato, in brevissimo tempo, un ingiustificato allarmismo in ragione dell’enorme diffusività della notizia anche tramite social media.

Allarmismo ingiustificato per due ordini di motivi:

1. La società titolare del marchio Acqua Leo, ha effettuato, anche sul lotto n. 118, come da protocollo, tutte le analisi di laboratorio prima di immettere sul mercato il prodotto, accertandone la perfetta conformità ai parametri di legge previsti;

2. Il lotto attenzionato riguarda esclusivamente quello consegnato al Presidio Ospedaliero di Soverato; la stessa nota interna, infatti, disponeva in via meramente cautelare la sospensione dell’utilizzo delle sole bottigliette destinate alla mensa ospedaliera senza alcun riferimento ad altri lotti o alla distribuzione sul mercato del prodotto.

A distanza di oltre 3 giorni dall’accaduto l’Asp non ha ancora provveduto a fissare/comunicare l’inizio delle “analisi irripetibili” sul campione prelevato, ai sensi dell’art. 223 del Dlgs n. 271/1989.

Atteso il gravissimo danno reputazionale e patrimoniale che sta subendo la società titolare del marchio Acqua Leo, a causa dell’incauta fuoriuscita della predetta nota interna all’Asp, in attesa delle necessarie verifiche ufficiali, la società nostra assistita, facendosi parte diligente, ha incaricato un laboratorio esterno all’azienda accreditato dal Ministero, di effettuare, a tutela della salute dei consumatori, ulteriori analisi sul caso che hanno evidenziato, incontrovertibilmente, l’assenza di qualsivoglia contaminazione».