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12/07/2017 ore 09.33
Cronaca

Caso Bergamini, emergono le prime incongruenze con la vecchia autopsia

Gli esami preliminari condotti sulla salma rivelano ferite incoerenti con la tesi del suicidio

di Salvatore Bruno

Ci sarebbero diverse incongruenze tra i risultati della prima autopsia effettuata sul corpo di Denis Bergamini e gli esami preliminari condotti nelle ultime ore sulla salma del giocatore del Cosenza, morto a Roseto Capo Spulico il 18 novembre 1989. A riferirlo è l’avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia. «Lo squarcio si apre sulla pancia e quindi è evidente che Denis Bergamini fosse coricato supino e non prono, esattamente il contrario di quello che mostrano le fotografie dell'epoca».

 

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Inoltre, secondo quanto si è appreso, la parte del corpo maggiormente interessata dal trauma sarebbe quella sinistra e non quella destra come invece si era sempre pensato e sulla sinistra del corpo ci sarebbe anche un taglio longitudinale sospetto della testa del femore «anomalo e innaturale» secondo quanto dichiarato all’Ansa da periti e consulenti.

 

Dalle lesioni riscontrate, il corpo del calciatore sarebbe stato schiacciato dal ventre verso la schiena e non viceversa. Saranno però necessarie diverse settimane per completare tutti gli esami clinici sulla salma e trarre le conclusioni.

 

Come si ricorderà, la riesumazione era stata disposta dal Gip del tribunale di Castrovillari Teresa Riggio su richiesta del procuratore Eugenio Facciolla. L’obiettivo è stabilire la veridicità della versione offerta da Isabella Internò e Raffaele Pisano, entrambi indagati per omicidio volontario. L’ex fidanzata di Bergamini e l’autista del camion hanno invece sempre sostenuto la tesi del suicidio.