Cassano nella paura dopo l'agguato a Lauropoli, l'appello del sindaco: «Non chiudetevi in casa»
Dopo l’omicidio che ha causato un morto e un ferito grave, la città piomba nell’angoscia. Vescovo e istituzioni invocano fiducia e reazione, ma i cittadini chiedono fatti concreti
È il “giorno dopo”, un nuovo giorno paradossalmente già vissuto, purtroppo, nella comunità di Cassano All’Ionio. Un nuovo giorno in cui ritorna, come un castigo, la paura. Nei bar, lungo i marciapiedi e negli angoli delle strade si formano capannelli di amici, l’argomento non può essere che quello, a poche ore dall'agguato che ha ucciso Giuseppe Scorza e ferito gravemente Renato Elia. Si cerca di “chiacchierare” della cosa, tra tentativi di indossare la divisa di Sherlock Holmes con questa o quest’altra ancora ricostruzione dei fatti. Con Cassano, centro di residenza dei due, e la frazione di Lauropoli, dove è avvenuto il fatto, che provano a tornare alla normalità ma dove il clima resta pesante.
L'episodio, per chi non lo avesse ancora seguito, risale all'alba di giovedì 28 agosto, quando Scorza e Elia sono stati raggiunti da colpi di arma da fuoco nei pressi di via Fiume, in quella triste e stretta Via Imbriani, affaccendati ad organizzare la giornata di lavoro. Scorza è morto sul colpo, Elia è stato trasportato in ospedale in condizioni serie ma stabilizzate. Per quanto stretta e scomoda e dove un’auto ha difficoltà ad entrarci, la viuzza è direttamente collegata con l’arteria principale, Via Sibari, che attraversa il paese direzione Sud verso la costa internamente o verso la SS106. Al contempo, nel senso opposto, attraverso la strada che scavalca Contrada San Nicola, è facile raggiungere l’imbocco autostradale dell’A2 di Frascineto. I diversi sistemi di sorveglianza, pubblici e privati, dislocati lungo le aree vicine e lontane rispetto al luogo dell’agguato, potrebbero rivelare quantomeno i minimi dettagli circa l’arrivo e la fuga dei delinquenti. Intanto, nell’immediatezza della notizia, il primo cittadino Gianpaolo Iacobini ha affidato al social un messaggio rivolto alla cittadinanza con le prime parole ufficiali dopo l’alba di sangue nel quale ha chiesto allo Stato una risposta forte e ha rivolto ai concittadini un invito diretto a non farsi sopraffare dalla paura, a non chiudersi in casa e a mantenere fiducia nelle istituzioni. Ad aggiungersi alla voce delle istituzioni civili è arrivata anche quella della Chiesa.
Sibaritide, quattordici episodi dal 2018: la mappa tra omicidi e scomparseIl vescovo della diocesi di Cassano all'Jonio e vicepresidente della CEI, monsignor Francesco Savino, ha scritto una lunga lettera alla comunità di Lauropoli, descrivendo uno sgomento diffuso e il timore che dolore e rabbia possano trasformarsi in una condanna collettiva del territorio. Sul fronte istituzionale si muove anche il consiglio comunale.
Chi era Giuseppe Scorza, il 34enne ucciso a Lauropoli, figlio di MaurizioLa Presidente del Consiglio di Cassano, Sofia Maimone ha ricordato che l'amministrazione aveva già approvato un documento sulla sicurezza e ha chiesto la convocazione dei capigruppo per valutare le iniziative da intraprendere, invitando a lasciare da parte le polemiche: «Cassano all'Ionio non può sentirsi sola di fronte alla violenza e alla criminalità» ha detto, esprimendo pieno sostegno a forze dell'ordine e magistratura. Tutto giusto, ma siamo ancora alle parole. La gente, quella onesta, laboriosa, quella che esce da casa la mattina alle 6:00 per far ritorno alle 17:00 vuole i fatti, li reclama, “per nome e per conto” di quella sicurezza che deve essere garantita anche quando sono lontani da casa. La comunità cerca di ritrovare, tra paura e appelli alla fiducia, un equilibrio che il territorio conosce fin troppo bene.