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10/09/2026 ore 10.47
Cronaca

Catanzaro Servizi, cinque indagati per i crediti fiscali ritenuti falsi: perquisizioni in quattro regioni

La Procura di Catanzaro indaga per truffa aggravata sull’acquisto di crediti d’imposta ritenuti inesistenti. Nel mirino anche ex amministratore e revisore della partecipata comunale

di Redazione Cronaca
GUARDIA DI FINANZA POSTO DI BLOCCO AUTOPATTUGLIA CONTROLLO CONTROLLI SORVEGLIANZA GDF

Cinque persone indagate, perquisizioni in diverse regioni italiane e un’inchiesta che punta a fare luce sull’acquisto di crediti d’imposta ritenuti inesistenti. Deflagra il caso Catanzaro Servizi, la società partecipata del Comune di Catanzaro finita al centro di un’indagine coordinata dalla Procura del capoluogo e condotta dalla Guardia di Finanza.

Nelle scorse ore le Fiamme gialle hanno eseguito una serie di perquisizioni, mentre contestualmente sono stati notificati i primi cinque avvisi di garanzia. L’ipotesi di reato contestata, a vario titolo, è quella di truffa aggravata in concorso, in relazione a operazioni riguardanti crediti fiscali che gli investigatori ritengono inesistenti.

Nel registro degli indagati è finito Gianluca Amedeo Silipo, già amministratore unico di Catanzaro Servizi, il cui incarico era terminato dopo l’esplosione del caso nell’estate del 2025. Con lui risultano indagati Emiliano Aloi, funzionario della partecipata, e Maurizio Scerra, revisore legale all’epoca dei fatti.

Gli altri due nomi sono quelli di Daniele Guerrisi, rappresentante legale della Dopago Srl, e Antonella Di Silvestro, indicata dagli investigatori come intermediaria nei rapporti tra la società e Catanzaro Servizi. Di Silvestro risulta inoltre essere la moglie di Scerra.

Secondo la ricostruzione investigativa, i fatti al centro dell’inchiesta sarebbero avvenuti tra ottobre 2023 e luglio 2024. Gli indagati, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero agito nell’ambito di un medesimo disegno, inducendo Catanzaro Servizi ad acquistare crediti d’imposta nella convinzione che fossero validi.

In particolare, Guerrisi e Di Silvestro avrebbero avuto un ruolo nelle operazioni che avrebbero portato la partecipata comunale ad acquistare crediti fiscali inesistenti collegati alle agevolazioni per ristrutturazioni edilizie e Superbonus 110%.

L'inchiesta non riguarda soltanto chi avrebbe materialmente gestito le operazioni. Gli accertamenti si concentrano anche sui meccanismi di controllo e sulle verifiche che, secondo la prospettiva degli investigatori, non sarebbero state effettuate o non avrebbero impedito l’acquisto dei crediti contestati.

Perquisizioni anche in Lazio, Piemonte e Campania

L’attività della Guardia di Finanza ha inoltre superato i confini della Calabria. Le perquisizioni hanno interessato, oltre agli uffici riconducibili alla vicenda catanzarese, anche sedi di aziende localizzate nel Lazio, in Piemonte e in Campania.

Si tratta di società che, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbero ceduto crediti alla partecipata del Comune di Catanzaro. Un elemento che potrebbe ampliare il perimetro degli accertamenti e consentire agli investigatori di ricostruire l’intera catena delle operazioni, dai soggetti che avrebbero originato o ceduto i crediti fino a chi ne avrebbe autorizzato l’acquisto.

L’indagine, infatti, sarebbe articolata in più filoni e punta a verificare i rapporti tra amministratori, soggetti incaricati dei controlli, professionisti e società coinvolte nelle operazioni. Gli approfondimenti potrebbero dunque riguardare anche ulteriori movimentazioni e altri rapporti intrattenuti dalla partecipata.

Il caso era già esploso nell’estate del 2025

La vicenda dei crediti fiscali era emersa pubblicamente già nel luglio del 2025, quando la Dopago e il suo amministratore Daniele Guerrisi erano intervenuti sulle presunte anomalie relative alle compensazioni dei modelli F24 di Catanzaro Servizi.

La società aveva sostenuto di aver segnalato le irregolarità alla Guardia di Finanza, chiedendo che venisse fatta chiarezza sulla legittimità delle operazioni fiscali.

Per le cinque persone raggiunte dagli avvisi di garanzia si tratta, allo stato, di contestazioni formulate dalla Procura e sottoposte agli accertamenti della magistratura. L’informazione di garanzia è uno strumento posto a tutela del diritto di difesa e consente agli interessati di conoscere le contestazioni e partecipare agli sviluppi dell’indagine.

Le ipotesi investigative dovranno quindi trovare conferma nel corso del procedimento. Nessuna responsabilità può essere considerata accertata e per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.