Centrale Enel di Rossano, due lavoratori si incatenano ai cancelli: protesta contro il taglio delle ore
La protesta nasce dopo la decisione di rimodulare i contratti da tempo pieno a 26 ore settimanali. L'azienda attribuisce la scelta alla riduzione dei servizi richiesta dalla committenza
Protesta questa mattina davanti alla Centrale Enel di Rossano, dove due lavoratori ( ma la vertenza riguarda tre lavoratori) dell'appalto per i servizi di pulizia civile, affidato alla ditta CM, si sono incatenati ai cancelli dell'impianto per denunciare quella che definiscono una drastica riduzione del proprio orario di lavoro. I lavoratori, attualmente impiegati a tempo pieno, contestano la decisione aziendale che, a partire dal 1° agosto 2026, prevede la trasformazione del loro contratto da 40 a 26 ore settimanali, con una conseguente e significativa riduzione dello stipendio.
La protesta nasce dopo la comunicazione trasmessa dall'azienda alle organizzazioni sindacali, nella quale viene spiegato che la rimodulazione dell'orario è conseguenza della riduzione del 30% dei presìdi disposta dalla committenza nella seconda metà del 2025 e della mancata reintroduzione delle ore precedentemente assegnate.
Secondo quanto riportato dalla società nella nota inviata al Segretario Provinciale della CUB Calabria, Bruno Graziano, e ai componenti regionali del sindacato, l'azienda avrebbe attivato nei mesi scorsi servizi extra-canone per garantire la copertura delle ore tra dicembre 2025 e giugno 2026. Nella stessa comunicazione si precisa inoltre che, in assenza di un ripristino dei livelli occupazionali da parte della committenza, la rimodulazione dei contratti sarebbe resa necessaria da "comprovate ragioni tecnico-organizzative".
I tre dipendenti, tuttavia, ritengono inaccettabile la riduzione dell'orario e del salario e hanno deciso di manifestare davanti ai cancelli della centrale, incatenandosi come forma di protesta per richiamare l'attenzione delle istituzioni, della committenza e dell'opinione pubblica sulla propria situazione lavorativa.
La CUB Calabria segue da vicino la vicenda e chiede l'apertura di un confronto urgente tra azienda, Enel e organizzazioni sindacali per individuare una soluzione che salvaguardi l'occupazione e il reddito dei lavoratori coinvolti.
La protesta proseguirà fino a quando non arriveranno risposte concrete, con i lavoratori che ribadiscono di voler difendere il proprio posto di lavoro e il diritto a condizioni occupazionali dignitose.