Ciclone Harry, il Mediterraneo inghiotte vite: la strage dei migranti, centinaia di morti che nessuno cerca
Mediterranea Saving Humans denuncia una tragedia senza precedenti: la Guardia costiera ha parlato di 380 persone svanite nella tempesta mentre i governi restano immobili
«Stiamo assistendo alla più grande tragedia degli ultimi anni nel Mediterraneo centrale», denuncia Mediterranea Saving Humans. Il ciclone Harry ha fatto danni gravi alle nostre coste, spazzando via tutto quello che ha trovato davanti. Ma la tragedia più grande è avvenuta nel mare in tempesta: una tempesta assurda e tragica che ha inghiottito centinaia di poveri disperati, sorpresi in mare mentre cercavano una via di speranza in Europa. Nessuno li aveva avvertiti, nessuno li ha aiutati, nessuno ora sta scrivendo una nota di orrore per quanto accaduto.
Dopo il ciclone Harry, il mare ha restituito solo una parte della verità: alcune centinaia di cadaveri senza nome. Il resto lo ha trattenuto per sé, come fa con i segreti più sporchi. Il resto si declina in centinaia e centinaia di poveri disperati travolti dalla furia incontenibile del ciclone. Forse mille. Forse di più. Che nessuno cerca.
E mentre il mare continua la sua conta, i governi di Italia e Malta restano immobili. Tacciono. Non cercano. La consegna è il silenzio assoluto. Nessuno si deve commuovere. Nessuno deve scrivere un titolo di prima pagina. Nessuno deve recitare una preghiera per i disperati travolti dal diavolo Harry.
Il Mediterraneo è tornato a fare ciò che l’Europa gli consente da anni: inghiottire vite nel silenzio. All’inizio sembrano solo semplici numeri. Poi diventano dispersi. Poi diventano corpi. Corpi senza nome che galleggiano e poi affondano. Nessuno deve sapere. È meglio. Nessuno vuole capire. Tutti si voltano dall’altra parte.
La Guardia costiera ha parlato di 380 persone svanite nella tempesta – e già questo numero, che era comunque molto alto, non ha sconvolto nessuno. Giusto un paio di articoli. Un po’ di finto sgomento, e poi basta così. Ma le voci che arrivano dalle coste africane, quelle che raccolgono i racconti di chi è partito e non è mai arrivato, parlano di numeri decisamente più alti. E il dramma si fa tragedia. Infinita tragedia.
Mediterranea Saving Humans è stata chiara: mille esseri umani cancellati dalla furia di Harry, come se non fossero mai esistiti. Inghiottiti dalla furia del mare. Il ciclone non ha colpito solo il mare. Ha spazzato via ogni residuo di ipocrisia. Il Mediterraneo è diventato sempre più una fossa comune immersa in acque che puzzano di morte, una tomba senza lapidi. Per mille disperati non ci saranno funerali, non ci saranno le finte passerelle dei ministri (e questo spettacolo almeno ci è stato risparmiato), non ci sarà mai giustizia. Tanto, alla fine, nessuno potrà mai restituire a quei poveri ragazzi una speranza.
Il Mediterraneo è stato trasformato in una tomba dall’indifferenza dei Paesi civili. Italia, Malta, i Paesi che vedono e sanno, ormai si voltano sempre dall’altra parte. Ed è una scelta politica quella di non intervenire, di lasciare che il mare faccia il lavoro sporco. Per il resto c’è l’Albania. Un centro italiano in Albania che, se mai funzionerà, dovrà raccogliere e incarcerare i sopravvissuti, quelli che sono scampati alla furia del mare.
Non disturbiamo l’Europa che discute di confini, sicurezza, della necessità di armarsi, dei dazi, dei deliri trumpiani e delle mosse dei criminali di guerra russi. Non c’è tempo e non c’è spazio per discutere del Mediterraneo, dove si accumulano migliaia di morti senza nome. Un silenzio che pesa. L’indifferenza che somiglia tanto al ciclone che li ha inghiottiti.