Cirò Marina, pensano che abbia sbancato alle slot grazie al “pesciolino”: sequestrato e picchiato per 5mila euro, 6 arresti
I Carabinieri eseguono un’ordinanza cautelare per sequestro di persona ed estorsione. La vittima, un uomo campano, sarebbe stata aggredita, chiusa in un bagno e costretta a pagare per riottenere la libertà. Inchiesta della Dda di Catanzaro
Questa mattina, a Cirò Marina, i Carabinieri della Compagnia locale, con il supporto del personale delle Compagnie di Crotone e Petilia Policastro e del Nucleo Carabinieri Cinofili di Vibo Valentia, hanno eseguito un provvedimento cautelare emesso dal gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Il provvedimento riguarda sei uomini di Cirò Marina, ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di sequestro di persona a scopo di estorsione e rapina in concorso ai danni di un uomo di origini campane.
Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal gip – ferma restando la successiva valutazione nelle ulteriori fasi del procedimento e il pieno contraddittorio con la difesa – le indagini, condotte tra febbraio e maggio 2025 dall’Aliquota Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cirò Marina, attraverso sopralluoghi, raccolta di sommarie informazioni da persone informate sui fatti e individuazioni fotografiche, hanno permesso di acquisire gravi indizi di colpevolezza in relazione a un episodio avvenuto il 29 gennaio 2025 proprio a Cirò Marina.
In base alla ricostruzione investigativa, i sei indagati avrebbero preso di mira la vittima poiché convinti che l’uomo avesse ottenuto vincite presso alcune slot machine tra Cariati e Cirò Marina utilizzando un sistema illecito noto come “pesciolino”, un arnese metallico che consentirebbe di giocare e vincere senza inserire monete. Ritenendo di poter ricavare un profitto dalla situazione, lo avrebbero quindi privato della libertà personale per costringerlo a pagare una somma di denaro in cambio della liberazione.
In particolare, secondo quanto emerso dalle indagini, gli indagati avrebbero bloccato l’uomo nel piazzale antistante un bar situato sulla statale 106 nel territorio di Cirò Marina. Dopo averlo aggredito fisicamente, lo avrebbero costretto a entrare nel bagno dell’esercizio commerciale, pretendendo il pagamento di 5.000 euro per riottenere la libertà. Nel corso dell’azione, con violenza e continue minacce di morte, si sarebbero inoltre impossessati del portafogli della vittima, contenente 620 euro, nonché della sua autovettura e di un’ulteriore somma di 1.800 euro.
Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. A seguito dell’esecuzione della misura cautelare, gli indagati saranno sottoposti all’interrogatorio di garanzia e potranno confrontarsi con l’accusa attraverso i propri difensori. L’eventuale responsabilità penale in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata nel corso del processo, nel pieno contraddittorio tra le parti.