Sezioni
Edizioni locali
09/01/2025 ore 20.12
Cronaca

Class action sul Ponte bocciata e spese legali da pagare per 104 cittadini, Wwf: «Pagina nera per il diritto italiano»

Per l’associazione si tratta di una cifra (238mila euro) ingiustificata: «Condanna pericolosa, colpiti semplici persone che hanno scelto di esercitare il proprio diritto di accesso alla giustizia»

di Redazione Cronaca

«Il Tribunale di Roma - Sezione specializzata in materia delle Imprese ha condannato 104 cittadini di Messina a pagare 238.143 euro alla Stretto di Messina SpA per compensi professionali solo per aver presentato un'azione giudiziaria sul Ponte sullo Stretto di Messina. Le sentenze vanno sempre rispettate, ma il Wwf Italia, pur non essendo direttamente coinvolto nell'azione portata avanti dai cittadini, non può che giudicare questa condanna priva di alcuna giustificazione e pericolosa». Lo si legge in una nota dell'associazione ambientalista dopo che i giudici hanno bocciato la class action promossa da 104 cittadini contro il Ponte, condannandoli a pagare più di 200mila euro di spese legali.

Ponte sullo Stretto, bocciata la class action promossa da 104 cittadini: «Iniziativa prematura, ancora non ci sono danni»

«Ovviamente - prosegue il Wwf-, si potrà presentare un reclamo finalizzato alla revisione di questa decisione, ma si tratta di una pagina nera per il diritto italiano perché vengono colpiti semplici cittadini che hanno scelto di esercitare il proprio diritto di accesso alla giustizia. Mentre nel resto del mondo, sulla base di convenzioni internazionali a cui anche l'Italia aderisce, si incoraggia l'attivazione dei cittadini, singoli o organizzati in associazioni, in Italia si intende reprimere questo diritto?»

«Con l'inasprimento selettivo delle pene per chi protesta in difesa dei beni ambientali e con il Ddl Sicurezza in discussione, si sta già vivendo un tentativo di limitare gli ambiti del diritto di manifestare, non vorremmo che ora si voglia restringere anche l'accesso alla giustizia attraverso condanne al pagamento di somme totalmente ingiustificate, oltretutto a soggetti che già sono costati centinaia di milioni di euro di tasse degli italiani», conclude il Wwf.