Sezioni
Edizioni locali
23/09/2026 ore 12.14
Cronaca

Comune di Briatico: l’immobile del vicesindaco acquistato da un imputato finito in due processi istruiti dalla Dda

L’inopportunità di intrattenere rapporti commerciali con soggetti controindicati sottolineata da ultimo dalla Prefettura e dal Viminale nel caso Tropea. La villa con giardino a Briatico è passata da Francesco Zungri all’assessore Mariateresa Centro, mentre una foto li ritrae insieme sui Social quando l’ente figura invece parte civile nei processi

di Giuseppe Baglivo

E’ stata provata anche attraverso l’acquisto di un’auto – nello specifico una Audi A6 per uso privato – la “sussistenza di rapporti e frequentazioni tra il sindaco di Tropea Giovanni Macrì ed esponenti della criminalità organizzata poiché l’acquisto da parte del sindaco dell’autovettura – formalmente intestata alla suocera, senza patente di guida, di esponenti apicali della locale criminalità organizzata – era oggetto di misure patrimoniali da parte dell’autorità giudiziaria”. Tale tesi messa nero su bianco dall’allora prefetto di Vibo, Paolo Giovanni Grieco, e sposata in toto dal ministro dell’interno Matteo Piantedosi, ha retto pure al vaglio del Tar e del Consiglio di Stato che hanno confermato lo scioglimento degli organi elettivi del Comune di Tropea per infiltrazioni mafiose (consiliatura 2018-2024), mentre il Tribunale di Vibo in sede civile nel giugno scorso ha dichiarato incandidabile il sindaco Giovanni Macrì che, per i giudici vibonesi, dovrà saltare due turni elettorali essendo stato ritenuto il principale responsabile politico delle infiltrazioni mafiose in Municipio (il procedimento di appello sull’incandidabilità deve ancora essere fissato). Dalle relazioni di scioglimento si apprende infatti che per il prefetto di Vibo “la vicenda rappresenta un sintomo evidente dell’assoluta vicinanza del sindaco di Tropea agli ambienti della criminalità organizzata, atteso che nessun amministratore locale, o aspirante tale, che impronti il proprio operato a principi di integrità porrebbe in essere rapporti commerciali con individui controindicati, fornendo evidente appoggio agli stessi al fine di evitare l’applicazione di misure patrimoniali disposte in loro danno”. L’auto comprata dal sindaco era sottoposta a confisca in danno del boss Antonio La Rosa (attualmente detenuto in regime di carcere duro), ritenuto a capo dell’omonimo clan di Tropea.

La casa del vicesindaco a Briatico

“Nessun amministratore locale, o aspirante tale, che impronti il proprio operato a principi di integrità”, dunque - secondo le indicazioni delle istituzioni (Prefettura, Viminale, Consiglio dei ministri, Tar e Consiglio di Stato) – dovrebbe mai porre in essere rapporti commerciali con individui controindicati. Ma cosa succede se da Tropea ci si sposta nel vicino Comune di Briatico il cui Municipio è stato sinora commissariato ben tre volte per infiltrazioni mafiose?
E’ il 28 marzo 2025 quando i coniugi Mariateresa Centro e Raffaele Melluso acquistano un immobile (villa con giardino in via Filanda a Briatico) dal precedente proprietario, vale a dire Francesco Zungri (cl ’60), finito in due operazioni antimafia: Costa Pulita scattata nel 2016 e Maestrale-Carthago scattata nel 2023. Nel processo Costa Pulita il 13 marzo del 2024 si è registrata la sentenza del Tribunale di Vibo Valentia che ha portato alla dichiarazione di prescrizione nei confronti di Francesco Zungri per il reato di intestazione fittizia di beni. Beni che, per l’accusa, sarebbero riconducibili al boss di Briatico Antonino Accorinti (condannato invece in via definitiva in Costa Pulita a 12 anni quale capo dell’omonimo clan). Nello stesso processo Francesco Zungri ha invece incassato l’assoluzione per le modalità mafiose inserite dalla Dda nella contestazione (la stessa Dda aveva chiesto per Zungri la condanna a 5 anni).
Nel processo Maestrale-Carthago, invece, il Tribunale collegiale di Vibo l’1 luglio scorso ha condannato Francesco Zungri, alias “il Mau”, alla pena di 5 anni e 9 mesi, con la Dda di Catanzaro che aveva chiesto per lui la condanna a 18 anni di reclusione. A Francesco Zungri nel processo Maestrale venivano contestati i reati di associazione mafiosa, traffico illecito di influenze, intestazione fittizia di beni (una imbarcazione), truffa aggravata, corruzione e accesso abusivo al sistema informatico. Per le principali accuse, Francesco Zungri ha incassato l’assoluzione (da qui il forte sconto di pena – 5 anni e 9 mesi – rispetto ai 18 anni richiesti dalla Dda), riportando tuttavia la condanna per i reati di truffa all’Inps e accesso abusivo al sistema informatico (con caduta delle aggravanti mafiose). Tra i compiutati di Zungri figuravano in alcuni capi di imputazione anche Armando Bonavita (condannato a 22 anni per altre accuse, figlio del defunto boss di Briatico Pino Bonavita) e Luigi Barillari (condannato a 16 anni e 6 mesi). Ma il dato che rileva nella vicenda da noi presa in considerazione – la compravendita di un immobile di proprietà di Francesco Zungri nel marzo 2025 da parte dei coniugi Centro-Melluso – è un altro.

Il Comune di Briatico e il ruolo di Mariateresa Centro

Mariateresa Centro è un volto noto in Consiglio comunale a Briatico sin dall’amministrazione del 2005 (quando ha surrogato altro consigliere dimissionario). Nel settembre del 2020 è stata rieletta consigliere comunale con 175 voti (il Comune usciva dal terzo scioglimento per infiltrazioni mafiose), venendo poi nominata dal primo cittadino Lidio Vallone – il 9 ottobre 2020 – quale assessore (con deleghe al bilancio, al personale, alla cultura e alla pubblica istruzione) e vicesindaco del Comune di Briatico. Tra il 2021 e il 2023 Mariateresa Centro è stata anche consigliere alla Provincia di Vibo, mentre nel maggio scorso è stata rieletta in Consiglio comunale a Briatico e nel giugno scorso nominata di nuovo vicesindaco e assessore (con più o meno le stesse deleghe della precedente consiliatura).
tando così le cose, emergono alcuni dati di fatto: nel processo “Costa Pulita” – sia il troncone in ordinario arrivato a sentenza di primo grado a Vibo il 13 marzo 2024 (con il processo d’appello aperto il 24 ottobre 2025), sia quello in abbreviato già passato in Cassazione (sentenza definitiva) il 7 febbraio 2025 – il Comune di Briatico figurava costituito parte civile. Di più: la costituzione di parte civile del Comune di Briatico nel processo d’appello nato dall’operazione Costa Pulita è stata rinnovata proprio dalla giunta guidata dal sindaco Lidio Vallone e dal vicesindaco Mariateresa Centro. In tale operazione, il 13 marzo 2024 il Tribunale di Vibo ha dichiarato la prescrizione per la contestazione di intestazione fittizia di beni imputata a Francesco Zungri, mentre l’immobile di quest’ultimo è stato venduto al vicensindaco Mariateresa Centro (ed al marito Raffaele Melluso) il 28 marzo 2025 (come da atto notarile).
L’operazione della Dda denominata Maestrale – che ha fatto registrare in primo grado la condanna di Francesco Zungri a 5 anni e 9 mesi in data 1 luglio 2026 (le motivazioni della sentenza devono ancora essere depositate) – è invece scattata il 10 maggio del 2023 ed anche in tale maxiprocesso il Comune di Briatico ha deliberato (nella precedente consiliatura che vedeva già Mariateresa Centro vicesindaco) la costituzione di parte civile.
Alla data dell’acquisto dell’immobile (28 marzo 2025) da Francesco Zungri (villa con giardino dove Zungri ha anche passato un periodo di detenzione agli arresti domiciliari per l’operazione Maestrale), Mariateresa Centro si trovava dunque già vicesindaco di Briatico e il Comune aveva già deliberato di affidarsi ad un legale per costituire l’ente parte civile nei processi antimafia Costa Pulita e Maestrale e, quindi, affiancare la pubblica accusa (Dda di Catanzaro) per sostenere la penale responsabilità degli imputati e chiedere poi loro il risarcimento dei danni (e quindi anche nei confronti dell’imputato Francesco Zungri). Ma in questa storia c’è anche di più.

La foto su Facebook del vicesindaco con l’imputato

L’acquisto da privata cittadina da parte di Mariateresa Centro, e del marito Raffaele Melluso, di un immobile a Briatico in via Filanda dal venditore Francesco Zungri, non è però il solo dato che emerge. Il 27 agosto 2022 Mariateresa Centro (già all’epoca vicesindaco) posta infatti sul proprio profilo Facebook una foto che la ritrae insieme al marito e a Francesco Zungri. A tale data (27 agosto 2022) non è ancora scattata l’operazione Maestrale (maggio 2023) che porterà in carcere Francesco Zungri e poi ai domiciliari nella villa venduta nel marzo 2025 ai coniugi Centro-Melluso, ma Francesco Zungri si trovava comunque imputato a piede libero (la sentenza è arrivata il 13 marzo 2024) per intestazione fittizia dei beni del boss Nino Accorinti nel processo “Costa Pulita” (operazione scattata nell’aprile 2016) dove il Comune di cui Mariateresa Centro è vicesindaco si è costituito parte civile. In pratica un pubblico amministratore non si è fatto troppi problemi a farsi una foto – e a renderla pubblica sui Social network – con un imputato di un processo nato da un’operazione antimafia. Foto che dimostra, inoltre, quanto meno una pregressa conoscenza tra i coniugi Centro-Melluso e Zungri rispetto all’acquisto dell’immobile avvenuto nel marzo 2025. 

Parentele, legami politici e relazioni

La famiglia di Mariateresa Centro è da anni molto conosciuta sulla scena della politica locale per via dell’impegno diretto da parte di alcuni dei suoi componenti. In particolare, il padre Domenico Centro è stato assessore a Briatico nel 1992 in una giunta che comprendeva anche Lidio Vallone e il boss Antonino Accorinti, tutti eletti nelle fila dell’allora Partito socialista (Psi). Successivamente (1997-2002) Domenico Centro è stato assessore in altra giunta comunale dove figurava pure quale assessore Francesco Vincenzo Accorinti, quest’ultimo fratello di Nino Accorinti.
Mariateresa Centro è anche la sorella di Piergiorgio Centro, ex segretario provinciale del Psi di Viobo Valentia, di recente rinviato a giudizio nell’operazione Call Me della Dda di Catanzaro per il reato di favoreggiamento personale nei confronti di Francesco Taccone e del boss Francesco La Rosa di Tropea (alias “U Bimbo”). Taccone e La Rosa sarebbero stati, secondo l’accusa, aiutati da Centro “ad eludere le investigazioni della Guardia di finanza”. La Dda contesta in particolare a Piergiorgio Centro - titolare dell'omonima ditta attiva nella commercializzazione di prodotti farmaceutici – di aver dichiarato alla Finanza di non aver mai ricevuto alcuna richiesta di pagamento di una somma di denaro pari a cinquantamila euro, versione che per il gip distrettuale appare “del tutto improbabile”. Il processo si è aperto dinanzi al Tribunale di Vibo il 20 maggio scorso e vale per Piergiorgio Centro – così come per tutti gli altri imputati – la presunzione di innocenza.
Raffaele Melluso (marito di Mariateresa Centro) è invece parente di un altro amministratore di Briatico. E’ infatti primo cugino dell’ex assessore Gennaro Melluso, anche quest’ultimo imputato (come Francesco Zungri) nel maxiprocesso Costa Pulita dove ha incassato dal Tribunale di Vibo la prescrizione e l’assoluzione per le aggravanti mafiose in una contestazione relativa all’intestazione fittizia di beni. Come riportato nell’inchiesta “Costa Pulita” risulta inoltre che il boss Nino Accorinti ha fatto da “testimone di nozze al matrimonio di Gennaro Melluso”.
Gennaro Melluso è stato quindi dichiarato incandidabile in via definitiva in seguito allo scioglimento per infiltrazioni mafiose (gennaio 2012) del Consiglio comunale di Briatico. Lo stesso Gennaro Melluso risulta infine cognato acquisito del boss delle Preserre, Bruno Emanuele (sta scontando l’ergastolo in via definitiva), in quanto quest’ultimo coniugato con la sorella della moglie di Gennaro Melluso.
Si tratta di legami ricostruiti nelle precedenti relazioni di scioglimento per infiltrazioni mafiose del Consiglio comunale di Briatico e che (ferma restando la presunzione di innocenza in sede penale e il principio di diritto per il quale la responsabilità penale è, e rimane, personale) potrebbero tornare di attualità ed essere riletti alla luce delle ultime vicende che registrano la compravendita di un immobile da parte del vicesindaco con venditore un imputato in maxiprocessi istruiti dalla Dda e dove l’ente locale (il Comune di Briatico) figura quale parte civile.