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26/02/2026 ore 09.48
Cronaca

Corigliano Rossano, morì a 29 anni per la mancata estrazione di un dente: due medici a processo per omicidio colposo

Rinviati a giudizio Salvatore Spina e Giovanni Putortì, odontoiatra e medico di Pronto soccorso. Secondo una relazione tecnica Eugenio Plastina morì nel marzo 2023 a causa di un’infezione dentale trascurata, nonostante i sintomi evidenti

di Matteo Lauria

Il giudice per l’udienza preliminare Anna Maria Grimaldi ha disposto il rinvio a giudizio di due medici di Corigliano-Rossano per la morte di Eugenio Plastina, 29 anni, avvenuta il 15 marzo 2023. A processo andranno l’odontoiatra Salvatore Spina, 40 anni, e il medico di Pronto soccorso Giovanni Putortì, 71 anni.

L’accusa è di omicidio colposo in cooperazione. La prima udienza è fissata per il 13 maggio davanti al giudice monocratico Rosamaria Pugliese. La richiesta di processo era stata avanzata a giugno 2024 dal sostituto procuratore Luca Primicerio. I familiari del giovane si sono costituiti parte civile. Plastina morì nel Pronto soccorso dell’ospedale “Nicola Giannettasio” poco prima del trasferimento a Cosenza. L’inchiesta partì dalla denuncia presentata ai carabinieri dalla famiglia. Disposta l’autopsia, l’esame venne eseguito dal medico legale Matteo Antonio Sacco dell’Università di Catanzaro. Secondo la consulenza, l’ascesso dentale avrebbe provocato un’infezione estesa ai tessuti del collo fino a causare il soffocamento. Nella relazione, 74 pagine depositate in Procura, si legge che l’estrazione del dente avrebbe potuto evitare l’evoluzione del quadro clinico.

Nel capo d’imputazione si contesta a Spina di non aver proceduto all’avulsione dell’ottavo molare, nonostante la diagnosi di infezione e la persistenza dei sintomi, né di aver indirizzato il paziente in una struttura chirurgica. Al medico di turno in ospedale viene contestato di non aver disposto accertamenti radiologici approfonditi e di aver dimesso il 29enne con la sola indicazione di “dispnea”, senza ulteriori verifiche. Due giorni prima del decesso, il giovane era stato visitato in un altro presidio sanitario e dimesso con ossigeno domiciliare. Le condizioni peggiorarono nelle ore successive fino al nuovo accesso in ospedale, dove sopraggiunse la morte.

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