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08/08/2026 ore 20.44
Cronaca

Corteo No Ponte in piazza: «Chiudere la società Stretto di Messina». E dalla Calabria accuse sui collegamenti

Dalla manifestazione contro la mega opera alle accuse per l’aliscafo arrivato con un’ora di ritardo. Tensioni nel giorno della manifestazione: «Non volevano farci partecipare». Il lutto per la tragedia di Pistunina cambia il programma: niente concerto

di Redazione Cronaca

Messina torna in piazza contro il Ponte sullo Stretto. Il corteo promosso dall’Assemblea No Ponte è partito da piazza Cairoli e ha attraversato il centro della città, in una giornata segnata dalla protesta contro la grande opera ma anche dal lutto per la tragedia di Pistunina, dove il crollo di una palazzina ha provocato quattro vittime e lasciato due persone disperse.

Proprio per rispetto della tragedia che ha colpito la città, gli organizzatori hanno deciso di modificare il programma della manifestazione. Il concerto previsto al termine del corteo è stato annullato.

«Doveva essere una giornata di festa che si concludeva con un concerto», ha spiegato Gino Sturniolo dell’Assemblea No Ponte, sottolineando come il corteo sia stato adeguato al momento vissuto da Messina. La manifestazione, ha aggiunto, mantiene però il proprio carattere politico e la contrarietà alla realizzazione del Ponte, nel rispetto del lutto cittadino.

La richiesta: «Chiudere la società Stretto di Messina»

Tra gli obiettivi della protesta c’è anche la società Stretto di Messina, il cui destino viene nuovamente messo in discussione dal movimento contrario alla realizzazione dell’opera.

«Chiediamo che venga chiusa la società Stretto di Messina», ha affermato Sturniolo, ricordando come la liquidazione fosse stata indicata già dal governo guidato da Mario Monti nel 2013.

Secondo l’esponente dell’Assemblea No Ponte, negli anni successivi anche la Corte dei Conti sarebbe intervenuta più volte sulla questione, sostenendo la necessità di procedere alla chiusura della società. Un percorso che, tuttavia, non sarebbe mai arrivato a compimento.

«Da Monti a Meloni ci sono stati sette governi, che hanno avuto al proprio interno anche partiti che oggi sono contro il Ponte sullo Stretto. Avrebbero dovuto liquidare la società, poi alla fine non lo hanno fatto», ha sostenuto Sturniolo.

La questione si inserisce così nel confronto più ampio sul futuro del Ponte e sulle strutture societarie legate alla sua realizzazione, mentre il movimento No Ponte continua a contestare la scelta di procedere con l’opera.

Le accuse dalla Calabria sull’aliscafo

La protesta ha coinvolto anche i collegamenti tra le due sponde dello Stretto. Il segretario regionale di Sinistra Italiana Avs Calabria, Fernando Pignataro, ha denunciato in una nota il ritardo con cui oltre 500 persone a bordo di un aliscafo partito da Reggio Calabria sarebbero state fatte sbarcare a Messina.

Secondo Pignataro, i passeggeri avrebbero raggiunto il porto messinese con circa un’ora di ritardo, perché inizialmente non sarebbe stata autorizzata l’entrata dell’aliscafo nel porto in relazione alla partecipazione al corteo No Ponte.

Una ricostruzione che l’esponente di Avs ha definito «grave» e «inaudita», interpretandola come una limitazione della possibilità di partecipare alla manifestazione e di esprimere democraticamente le proprie idee.

Pignataro ha parlato di un «tentativo di bloccare un corteo» che si preannunciava partecipato e ha definito inaccettabile quello che considera un atto di limitazione delle libertà costituzionali.

Una protesta nel segno del lutto

La manifestazione si svolge dunque in un clima diverso da quello inizialmente immaginato dagli organizzatori. Il programma prevedeva una giornata di mobilitazione destinata a concludersi con un momento musicale, ma la tragedia di Pistunina ha imposto un cambio di tono.

Il concerto è stato cancellato e il corteo è stato ricondotto alla sua dimensione politica, con al centro la contestazione al Ponte sullo Stretto.

Una protesta che mette insieme la battaglia contro la grande opera, la richiesta di intervenire sulla società Stretto di Messina e le polemiche sui collegamenti tra Calabria e Sicilia, mentre Messina affronta contemporaneamente il dolore per una tragedia che ha segnato profondamente la città.