Sezioni
Edizioni locali
08/07/2026 ore 11.56
Cronaca

«Così Cosa nostra, camorra e ‘ndrangheta hanno condizionato economia e istituzioni in Lombardia»

È quanto scrive il gup nelle quasi 2mila pagine di motivazioni della sentenza del processo Hydra che ha portato a 62 condanne: «Elevata capacità di penetrazione e interferenze con scelte amministratori»

di Redazione Cronaca

«La crescita e il consolidamento dell'organizzazione mafiosa» in Lombardia, quella che ha riunito in una «formazione autonoma» Cosa Nostra, Camorra e 'ndrangheta con lo scopo di «massimizzare i profitti», non si è fondata «esclusivamente sulla disponibilità di risorse (...) ma soprattutto sulla capacità di costruire e mantenere un esteso 'capitale relazionale, idoneo a condizionare il funzionamento delle istituzioni e ad alterare il regolare svolgimento delle attività amministrative ed economiche».

Un «capitale relazionale» che ha dato alla “mafia a tre teste” un potere tale da interferire, in alcuni casi, «con le scelte degli amministratori locali e, talora, con il voto alle elezioni in alcuni Comuni lombardi, dimostrando un profondo radicamento sul territorio».

La ’ndrangheta al Nord non esiste per il Csm: la mafia diventa “invisibile” ma gli indagati sono 10mila 

Lo scrive il gup di Milano Emenuele Mancini nelle 1840 pagine di motivazioni della sentenza sul caso Hydra con cui, lo scorso dicembre, ha condannato, in abbreviato, 62 imputati a pene che arrivano fino a 16 anni di reclusione e per un totale di oltre 500 anni di carcere.

Alleanza tra ’ndrangheta, Cosa nostra e camorra, i pentiti scuotono il sistema: ombre sui rapporti tra mafie e politica

II giudice ritiene che il sodalizio, una sintesi delle tre componenti mafiose con «condivisione di interessi« e la capacità «di esprimere sul territorio una propria forza intimidatrice», sia stato caratterizzato da una «elevata capacità di penetrazione (...) all'interno di ambiti imprenditoriali nonché istituzionali e para‑istituzionali». E che «in tale contesto sono emersi rapporti di connivenza e collaborazione con settori imprenditoriali», con «appartenenti alla pubblica amministrazione, nonché con operatori di settori strategici, tra cui forze di polizia, funzionari dell'amministrazione finanziaria e personale sanitario operante presso strutture pubbliche e private».