Crotone, il sindaco Voce e un dirigente indagati per falso: sotto accusa le autorizzazioni allo stadio Scida
La Procura contesta al primo cittadino e al manager comunale Salvatore Gangemi di aver autorizzato la vendita di bevande durante le partite del Crotone Calcio sulla base di un provvedimento scaduto nel 2022. Entrambi dovranno comparire davanti ai magistrati nei prossimi giorni
Un'autorizzazione temporanea dopo l'altra, stagione dopo stagione, per consentire al Crotone Calcio di continuare a disputare le proprie partite casalinghe allo stadio Ezio Scida, impianto che da anni è privo dell'agibilità necessaria per ospitare competizioni professionistiche. È all'interno di questo meccanismo amministrativo che la Procura della Repubblica di Crotone ha individuato quella che ritiene una possibile irregolarità, sfociata nell'iscrizione nel registro degli indagati del sindaco Vincenzo Voce e del dirigente comunale Salvatore Gangemi. Lo riporta questa mattina la Gazzetta del Sud.
Ai due viene contestato il reato di falso in atto pubblico. Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza, su disposizione della Procura guidata da Domenico Guarascio, ha notificato agli interessati un avviso di garanzia con contestuale invito a comparire. Entrambi saranno ascoltati nei prossimi giorni dagli inquirenti.
Al centro dell'indagine vi sarebbe la somministrazione di bevande all'interno dell'impianto sportivo durante i campionati di Serie C 2024-2025 e 2025-2026. Secondo l'ipotesi accusatoria, le autorizzazioni comunali che consentivano lo svolgimento delle partite avrebbero richiamato un titolo abilitativo ormai privo di efficacia, scaduto nel 2022, che fino a quattro anni fa consentiva a un soggetto privato di effettuare la vendita di bibite all'interno dello stadio.
L'Ezio Scida continua a operare in regime derogatorio proprio a causa della mancanza del certificato di agibilità per le manifestazioni calcistiche professionistiche. Per questo motivo, in occasione di ogni stagione sportiva, il sindaco pro tempore è chiamato a emanare specifici provvedimenti autorizzativi, sottoscritti anche dal dirigente competente, che disciplinano non solo lo svolgimento delle gare ma anche una serie di prescrizioni riguardanti sicurezza, servizi e attività commerciali consentite durante gli incontri.
È su tali atti amministrativi che si concentra l'attenzione degli investigatori, convinti che la vendita delle bevande nelle ultime due stagioni possa essere avvenuta in assenza di un valido titolo autorizzativo.
L'iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un atto di garanzia e consentirà al sindaco Voce e al dirigente Gangemi di fornire la propria versione dei fatti davanti ai magistrati. Saranno gli accertamenti della Procura a chiarire se si sia trattato di un errore amministrativo nella predisposizione delle autorizzazioni o di una condotta penalmente rilevante.