Denise Cosco, sequestrata la casa ad Ariccia: spunta un secondo cellulare, la Procura indaga sulla morte
Nuovi accertamenti sulle ultime ore della figlia di Lea Garofalo. Sarà ascoltato anche il compagno presente nell’abitazione
Le indagini sulla morte di Denise Cosco, la figlia 35enne di Lea Garofalo, si concentrano sull'abitazione di Ariccia, alle porte di Roma, dove viveva la donna. La Procura di Velletri ha disposto il sequestro dell'appartamento per consentire nuovi accertamenti e ricostruire quanto avvenuto prima della tragedia.
Durante un sopralluogo è stato inoltre trovato un secondo telefono cellulare, che sarà analizzato insieme a quello già acquisito dagli investigatori. Dai dispositivi potrebbero emergere elementi utili sulle comunicazioni e sui contatti avuti da Denise nelle ultime ore.
Morte Denise Cosco, i magistrati di Unicost: «La sua scomparsa è una sconfitta per l'intera società»L'inchiesta, coordinata dalla Procura di Velletri e affidata ai carabinieri del Nucleo investigativo di Frascati, procede al momento contro ignoti con l'ipotesi di istigazione al suicidio. Denise era precipitata dal palazzo nel quale abitava ed era stata trasportata in condizioni gravissime in ospedale a Roma, dove è morta alcuni giorni dopo. È stata disposta anche l'autopsia.
Gli investigatori ascolteranno inoltre il compagno della donna, presente nell'abitazione al momento dell'accaduto, come persona informata sui fatti.
Si è tolta la vita la figlia di Lea Garofalo, Denise Cosco aveva 35 anniDenise aveva vissuto una storia familiare drammatica. Sua madre Lea Garofalo, dopo essersi ribellata alla 'ndrangheta, venne assassinata nel 2009. Denise, ancora giovanissima, testimoniò contro il padre Carlo Cosco nel processo per l'omicidio e si costituì parte civile. Da allora aveva vissuto per anni sotto protezione e lontano dai riflettori.