Disastro a Sibari, per Occhiuto il nemico è la burocrazia: «Ora ristori rapidi e leggi più semplici»
Sopralluogo sugli argini del Crati: il governatore garantisce interventi veloci e una nuova sinergia tra Protezione Civile e Regione. Priorità alla semplificazione per pulire i fiumi e mettere in sicurezza gli argini
Non solo una conta dei danni, ma un patto di fiducia da ricostruire con i cittadini. Il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, è intervenuto con determinazione a margine del sopralluogo sulla Piana di Sibari, affrontando i nodi critici che da decenni affliggono il bacino del Crati, dalla lentezza dei rimborsi alla farraginosità delle norme ambientali. I pensieri di Occhiuto sono rivolti ai cittadini di Cassano allo Ionio, Corigliano-Rossano e Tarsia che non possono più aspettare.
«So bene che questi cittadini hanno subito in passato eventi simili e registrato ritardi notevolissimi nei ristori - ha ammesso il Governatore -, la cosa che mi interessa di più è costruire un legame di fiducia. Dare una dimostrazione di efficienza nell'immediato significa dare speranza per il futuro.» Il Presidente ha poi rivolto un plauso corale al sistema della Protezione Civile, ai volontari e ai dipendenti di Calabria Verde, impegnati senza sosta con centinaia di idrovore per liberare i terreni dall'acqua. Un ringraziamento speciale è andato al Capo Dipartimento nazionale Fabio Ciciliano, agli assessori regionali Gallo e Straface, al direttore della Protezione Civile in Calabria, Domenico Costarella, definendo la sinergia istituzionale con i sindaci come l'unica via per risolvere i problemi reali.
Uno dei passaggi più critici dell'intervento ha riguardato la manutenzione strutturale del fiume. Occhiuto ha evidenziato come gli argini del Crati vadano in sofferenza già a 4,5 metri a causa dell'accumulo di sedimenti che ne alzano il letto, denunciando un paradosso normativo tutto italiano. Secondo Occhiuto il problema sono i sedimenti che non possono essere rimossi facilmente per via di iter burocratici complessi. Intravedendo una plausibile soluzione; il Presidente calabrese ha quasi definito una beffa l’attuale legge che impone costi enormi per lo smaltimento di materiali che, invece, sarebbero preziosi per contrastare l'erosione costiera. Nell’analisi, si manifesta anche la soluzione: «Se potessimo usare questi sedimenti per il ripascimento delle spiagge dello Ionio, risolveremmo due problemi in uno. Invece oggi vanno prima smaltiti con costi enormi e poi ripresi».
Dati alla mano, il Governatore ha rivendicato il cambio di passo della sua amministrazione con 140 milioni di euro spesi in 4 anni contro i 70 milioni dei dieci anni precedenti. Nonostante tutto, ha ammesso che le risorse, per quanto raddoppiate, non bastano se non accompagnate da una rivoluzione normativa. «Dobbiamo ingranare una marcia più alta - ha concluso Occhiuto -, Regione e Comuni possono farlo solo se si semplifica il percorso per la mitigazione del rischio. Chiederemo norme di semplificazione per consentire l'utilizzo veloce delle risorse e garantire che quanto perduto dai cittadini venga ristorato in tempi brevi».