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09/04/2026 ore 13.25
Cronaca

Dossieraggi illegali e cyber-spie, 81 indagati nel caso Equalize: tra loro Del Vecchio, il generale Di Gesù e diversi calabresi – NOMI

Inchiesta milanese sullo spionaggio informatici, richiesto giudizio per Enrico Pazzali. Coinvolti manager, imprenditori, funzionari pubblici. Nell’elenco anche un pentito di ’ndrangheta. Tra gli spiati Bobo Vieri, Corona, Selvaggia Lucarelli e Gabriele Parpiglia, giornalista calabrese esperto di gossip

di Pablo Petrasso
Milano,Italy Equalize in via Pattari 6 a due passi dal Duomo di Milano al centro dell’inchiesta hacker In the photo:ingresso del palazzo di Equalize via Pattari 6

La Procura di Milano, guidata da Marcello Viola, con i pm Francesco De Tommasi ed Eugenio Fusco, ha chiesto il rinvio a giudizio per Enrico Pazzali, ex presidente della Fondazione Fiera Milano ed ex titolare dell’agenzia investigativa Equalize. Le accuse comprendono associazione per delinquere e una serie di reati legati a presunte attività di cyber-spionaggio e dossieraggi illegali, realizzati tramite accessi abusivi a banche dati.

Parallelamente, i magistrati hanno chiuso un secondo maxi filone d’indagine che coinvolge 81 persone, incentrato soprattutto sui «clienti» dell’agenzia.

Tra gli indagati anche i nomi di alcuni calabresi: Antonio Carino, 49 anni; Olinda Cimino, 73 anni; Ermenegildo Costabile, 50 anni; Teresa Ferro, 48 anni; Pasquale Mungari, 51 anni; Armando Scarpino, 50 anni; Annunziatino Romeo, pentito del processo ‘Ndrangheta stragista, 62 anni.

Gli indagati eccellenti nella seconda tranche

Nel secondo filone figurano nomi di rilievo del mondo imprenditoriale e istituzionale. Tra questi Leonardo Maria Del Vecchio, Fulvio Pravadelli, Stefano Speroni e Giacomo Tortu, quest’ultimo coinvolto nella vicenda di presunto spionaggio ai danni del velocista Marcell Jacobs.

Compaiono anche il generale della Guardia di Finanza Cosimo di Gesù (per lui un passato in Calabria) e i fratelli Matteo e Fabio Arpe. Dall’avviso di conclusione indagini, lungo 118 pagine, emerge che lo stesso Pazzali risulta indagato anche in questa tranche, sempre in relazione ai «clienti» di Equalize.

Già nel luglio 2025 era stato chiuso un primo filone a carico suo e di altre 14 persone, per il quale ora è stato chiesto il processo.

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Accuse e struttura del presunto sistema illecito

Secondo la Procura, il caso Equalize — che nell’ottobre 2024 portò a diversi arresti, tra cui quelli dell’ex superpoliziotto Carmine Gallo e dell’esperto informatico Nunzio Samuele Calamucci — riguarda un «sodalizio dedito ad illecito dossieraggio».

Pazzali sarebbe stato il vertice del gruppo, definito «il capo», «il presidente» o «zio bello», capace di attrarre «importanti clienti» grazie a una rete di relazioni consolidate. Il sistema avrebbe operato per profitto, vendendo informazioni ottenute illegalmente, oppure con finalità estorsive e ricattatorie, influenzando politica e imprenditoria o danneggiando l’immagine di concorrenti e «avversari» politici.

Alcune posizioni sono state stralciate in vista di possibili patteggiamenti.

Reati contestati e modalità operative

Il secondo avviso di conclusione indagini include 102 capi d’imputazione: associazione per delinquere, intercettazioni illegali, intrusione in sistemi informatici pubblici, corruzione per la cessione di dati riservati e calunnia.

Gli inquirenti descrivono un’organizzazione dotata di «apparecchiature» per intercettare comunicazioni, anche all’interno di aziende come Erg. In alcuni casi, pur di soddisfare i clienti, gli indagati avrebbero falsificato o alterato contenuti di chat e mail.

Tra gli episodi citati, l’incarico riconducibile a Leonardo Maria Del Vecchio relativo all’installazione di un captatore informatico sul telefono di Jessica Serfaty. Il gruppo avrebbe inoltre utilizzato «operatori di polizia infedeli» per accedere a banche dati strategiche.

Vip spiati e casi emblematici

Tra le persone coinvolte come vittime di presunti dossieraggi compaiono nomi noti come Paolo Scaroni e Alex Britti. Emergono anche ricerche su figure politiche come Ignazio La Russa e i suoi familiari, pur non formalizzate in imputazioni.

Tra i casi più rilevanti figura quello dell’architetto Stefano Boeri, le cui chat sarebbero state manipolate. Un’ulteriore articolazione del gruppo, guidata da Luca Cavicchi, avrebbe ampliato la rete operativa con uno scambio continuo di informazioni illecite.

Tra gli indagati anche l’ex carabiniere Vincenzo De Marzio, l’operatore di polizia Roberto Bonacina — attivo all’aeroporto di Orio al Serio — e Marco Calcaterra dell’Agenzia delle Entrate di Napoli. Ci sono anche Christian 'Bobo' Vieri, ex attaccante della Juve, dell'Inter e della Nazionale, l'ex agente fotografico Fabrizio Corona, la blogger Selvaggia Lucarelli e Ricky Tognazzi, attore, regista, produttore e primo figlio di Ugo, tra i nuovi nomi delle persone "spiate".

In particolare, i nomi di Selvaggia Lucarelli, Bobo Vieri e Fabrizio Corona, ma anche quelli dell'imprenditrice e volto tv Sonia Bruganelli e pure di Andrea Medri, ex fondatore della società di bitcoin fallita "The Rock Trading”, spuntano come persone offese da un lungo elenco di accessi alla banca dati Sdi del Ministero dell'Interno nel 2024, che sarebbero stati effettuati da Roberto Bonacina, che era ispettore di Polizia all'Ufficio di Polizia di Frontiera dell'aeroporto di Orio al Serio (Bergamo).

Tra gli altri nuovi nomi di "vittime", centinaia in totale, di presunti accessi abusivi c'è anche quello di Stefano Antonio Donnarumma, Ad di Ferrovie dello Stato, attraverso "accesso alla Banca Dati Sdi ed interrogazione del 17 novembre 2023". E anche quello di Gabriele Parpiglia, giornalista, esperto di gossip, autore e produttore tv. Oltre, poi, a Piero Amara, ex legale esterno di Eni e coinvolto nella ormai nota vicenda dei verbali sulla fantomatica Loggia Ungheria.

Il caso Jacobs: spionaggio e pagamento in contanti

Uno degli episodi più gravi riguarda il presunto spionaggio ai danni del campione olimpico Marcell Jacobs. Secondo gli atti, l’operazione sarebbe stata pagata «10mila euro in contanti» e commissionata da Giacomo Tortu.

L’hacker Gabriele Pegoraro avrebbe violato i dispositivi del velocista, del manager e del suo staff tra il 2020 e il 2021, con l’obiettivo di reperire informazioni su un presunto uso di sostanze dopanti, mai confermato.

Tortu avrebbe richiesto a Carmine Gallo «l’abusiva acquisizione dei dati e delle conversazioni», pagando tramite intermediari.

Altri filoni: aziende, professionisti e intercettazioni

Le indagini coinvolgono anche manager e dipendenti di società come Heineken, Erg e Barilla, oltre a professionisti, avvocati e imprenditori.

Tra gli episodi contestati, anche l’acquisizione e manipolazione delle chat di Stefano Boeri e Carla Morogallo, su presunta richiesta dell’imprenditore Roberto Carlo Cominardi. L’attività sarebbe stata gestita dall’investigatore Daniele Rovini.

Ulteriori indagati includono l’immobiliarista Lorenzo Sbraccia e Pierfrancesco Barletta, ex membro del Cda di Leonardo.

Enorme caso di spionaggio illecito

Con centinaia di capi d’imputazione tra prima e seconda tranche, l’inchiesta Equalize si configura come uno dei più vasti casi di presunto spionaggio illecito in Italia negli ultimi anni.

Il quadro delineato dalla Procura evidenzia un sistema strutturato, capace di muoversi tra tecnologia, relazioni e accessi abusivi, con implicazioni profonde per sicurezza, privacy e equilibri tra poteri economici e istituzionali.