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31/07/2026 ore 18.39
Cronaca

Droga a Lamezia, la Dda invoca dieci condanne: per Trovato chiesti 30 anni, cinque gli imputati da assolvere

Secondo l'accusa il sodalizio avrebbe gestito approvvigionamento, confezionamento e distribuzione di cocaina e marijuana tra Lamezia, Curinga, Pianopoli, Serrastretta e Feroleto Antico. L'8 settembre la parola passerà ai difensori

di Redazione Cronaca

Si è chiusa con richieste di condanna che superano complessivamente i 120 anni di carcere la requisitoria del sostituto procuratore della Dda di Catanzaro, Giuseppe Cozzolino, nel processo con rito ordinario scaturito dall'operazione Arengo, l'inchiesta che nel 2024 portò all'esecuzione di numerose misure cautelari contro un presunto gruppo dedito al traffico di sostanze stupefacenti nel comprensorio lametino.

Al termine dell'intervento dell'accusa, il pubblico ministero ha chiesto la condanna di dieci imputati e l'assoluzione di altri cinque. Il procedimento riguarda un'organizzazione che, secondo gli inquirenti, avrebbe gestito un'attività strutturata di approvvigionamento e distribuzione di marijuana e cocaina tra Lamezia Terme e l'hinterland.

Le richieste più pesanti riguardano Concetto Trovato, per il quale sono stati invocati 30 anni di reclusione, e Giuseppe Bova, destinatario di una richiesta di condanna a 22 anni. Seguono Tommaso Boca, per il quale il pm ha chiesto 16 anni e nove mesi, Ottavio Stranieri con 13 anni, Alfredo Gigliotti con 10 anni e sei mesi e Francesco Bova, per il quale la richiesta è di 10 anni.

Per Marco Ventura sono stati chiesti 8 anni di carcere, mentre Salvatore Cuiuli rischia una condanna a 7 anni. Più contenute le richieste nei confronti di Francesco De Fazio, per il quale il pm ha invocato 3 anni di reclusione oltre a una multa di 6mila euro, e di Manuel Saladino, per il quale sono stati richiesti 2 anni di carcere e la stessa sanzione pecuniaria.

Il pubblico ministero ha invece concluso chiedendo il proscioglimento di Antonio Michienzi, Antonio Pulitano, Rosa Trovato, Barbara Bova e Rosaria Mete, ritenendo non sussistenti gli elementi per una pronuncia di condanna.

L'udienza è stata quindi rinviata all'8 settembre, data in cui inizieranno le arringhe dei difensori. 

L'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia descrive un'organizzazione con una precisa ripartizione di ruoli e operativa tra Lamezia Terme, Curinga, Pianopoli, Serrastretta e Feroleto Antico. Al vertice del presunto sodalizio sarebbero stati Concetto Trovato e Giuseppe Bova, indicati come i referenti della gestione del traffico di droga. Secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbero coordinato gli approvvigionamenti, organizzato il confezionamento delle sostanze stupefacenti e diretto la rete di distribuzione, impartendo istruzioni agli altri componenti del gruppo.