È morto a 100 anni Cesare Ruperto: nato in Calabria, era presidente emerito della Corte costituzionale
Il grande giurista nato a Filadelfia nel 1925 ha dedicato la propria vita interamente alla magistratura. Nel 2006, dopo il pensionamento, fu il giudice di Calciopoli
È morto a Roma all’età di 100 anni Cesare Ruperto, illustre giurista e presidente emerito della Corte costituzionale della Repubblica Italiana. La notizia, diffusa oggi da agenzie e media nazionali, chiude un secolo di vita dedicato interamente alla magistratura, alla giurisprudenza e alla tutela delle istituzioni democratiche.
Cesare Ruperto, un calabrese eccellente
Cesare Ruperto nacque a Filadelfia, in provincia di Vibo Valentia, il 28 maggio 1925. Dopo una carriera brillante inizialmente nella magistratura ordinaria, culminata con la nomina a presidente di sezione della Corte di Cassazione, la sua esperienza professionale lo portò nel 1993 ai vertici dell’ordinamento costituzionale italiano.
Il ruolo costituzionale
Eletto giudice della Corte costituzionale dalla Suprema Corte di Cassazione il 16 novembre 1993, Ruperto prestò giuramento pochi giorni dopo, il 3 dicembre dello stesso anno.
Il culmine della sua carriera fu la presidenza della Corte costituzionale, dal 5 gennaio 2001 al 2 dicembre 2002, carica che lo rese protagonista di decisioni di grande rilievo per l’equilibrio tra i poteri dello Stato e per la storia costituzionale italiana.
Ruperto e Calciopoli, un nome noto anche nello sport
Dopo il pensionamento dalla Consulta, Ruperto mantenne un profilo pubblico di rilievo quando, nel 2006, fu chiamato a guidare la Commissione d’Appello Federale della FIGC nel periodo dello scandalo “Calciopoli”. In quella veste emise la storica sentenza che determinò la retrocessione della Juventus in Serie B, decisione che segnò profondamente il calcio italiano e attestò la sua fama di giurista rigoroso e imparziale anche fuori dal contesto strettamente costituzionale.
Riconoscimenti istituzionali
Nel maggio del 2025, giorno in cui raggiunse il traguardo dei 100 anni, Ruperto fu ricevuto al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una cerimonia ufficiale che celebrò il suo contributo alla giurisprudenza e alle istituzioni italiane.
Funerali e memoria
I funerali sono stati fissati per lunedì 9 febbraio 2026 alle ore 12 nella chiesa di San Lorenzo in Lucina a Roma.
La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nel panorama giuridico italiano: Ruperto è stato un magistrato e giurista stimato per rigore intellettuale, sobrietà personale e fedeltà ai principi costituzionali, capace di interpretare la legge con equilibrio anche nei momenti più delicati della storia recente del Paese.