«È un disastro, siamo terrorizzati»: il ciclone Jolina devasta lo Jonio cosentino, Crosia in ginocchio
I cittadini cercano di salvare ciò che resta tra fango e detriti. Strade, lungomare e abitazioni mostrano i segni della violenza del maltempo, mentre cresce l’appello alla responsabilità collettiva. Il sindaco Aiello: «Abbiamo bisogno di mani e solidarietà»
«Siamo terrorizzati. Tutto ciò è un disastro – racconta Domenico, cittadino di Crosia contattato telefonicamente – in tanti qui tra centro storico e marina ha subito parecchi danni soprattutto nei piani bassi delle abitazioni e negli scantinati. Stiamo cercando salvare il possibile e di limitare i danni, ma in molti casi sarà impossibile». La sua voce restituisce tutta la paura e lo sconforto di un’intera comunità che è stata duramente dal ciclone Jolina, che nelle ultime ore si è abbattuto sulla Calabria nord-orientale, provocando danni ingenti soprattutto nei territori dello Jonio cosentino.
A pagare il prezzo più alto è Crosia, dove la situazione è diventata rapidamente critica sia nel centro storico che nella zona marina di Mirto. Qui le piogge intense hanno causato l’esondazione delle fiumare Trionto e Fiumarella, con acqua e fango che hanno invaso strade, abitazioni e attività commerciali. Numerosi i disagi anche lungo la strada statale 106, in diversi tratti completamente allagata e con veicoli rimasti bloccati. Dopo oltre 24 ore di di precipitazioni incessanti, il livello dei corsi d’acqua è salito rapidamente, riversandosi nella piana costiera e mettendo in ginocchio soprattutto la frazione di Mirto, centro urbano costruito tra il mare e la foce del fiume Trionto. L’acqua ha raggiunto i piani bassi delle abitazioni e gli scantinati, causando danni ingenti.
La situazione più drammatica si registra però nel centro storico di Crosia, dove il terreno, ormai saturo, ha ceduto provocando frane che minacciano direttamente le abitazioni. Una collina è franata riversando una massa di fango e detriti contro le case popolari sottostanti.
L’ondata di terra ha invaso garage, cantine e piani terra, rendendo inagibili diversi locali. A scopo precauzionale,è stato disposta l’evacuazione di circa 80 persone, mentre il Comune ha attivato le procedure di emergenza con un’ordinanza sindacale per mettere in sicurezza le aree più esposte. Lo stesso Domenico descrive anche ciò che ha visto nelle ultime ore: «Io sono appena rientrato dopo un giro per vedere la situazione nella del lungomare e le immagini sono devastanti». Il lungomare di Mirto-Crosia appare infatti devastato con detriti, fango e acqua che hanno lasciato i segni evidenti della violenza del maltempo.
A lanciare un appello alla cittadinanza è il sindaco Maria Teresa Aiello, impegnata in prima persona nel monitoraggio dell’emergenza che ha colpito il suo comune: «La situazione è seria e in continuo peggioramento. Vi prego di non uscire di casa se non è davvero necessario. È il modo più importante per proteggere voi stessi e permettere ai soccorsi di lavorare».
«Ma in questo momento abbiamo anche bisogno del cuore della nostra comunità: chi ha una jeep o un mezzo adatto e se la sente, venga alla delegazione comunale – dice il primo cittadino di Mirto – . C’è bisogno di mani e di persone pronte ad aiutare chi è rimasto isolato o in difficoltà. Sto girando personalmente sul territorio e vedo situazioni che richiedono l’aiuto di tutti. Vi chiedo responsabilità, ma anche solidarietà».