Ennesima intimidazione a Patrizia Rodi Morabito: «Atti che non portano a niente, solo a distruggere»
È un'autentica persecuzione quella nei confronti dell’imprenditrice agricola di Rosarno. Questa volta date alle fiamme coltivazioni di melograni, kiwi e arance. Ma lei non molla: «Ho una forza di volontà ferrea». Falcomatà: «Ferita profonda per l'intera comunità regionale»
Non c’è tregua, un attimo di respiro, per l’imprenditrice agricola di Rosarno, Patrizia Rodi Morabito. Ignoti hanno dato alle fiamme coltivazioni di melograni, Kiwi e arance, all’interno dei terreni dell’azienda di famiglia. La scoperta è stata fatta in mattinata, ma i fatti sarebbero avvenuti giorni addietro. Danneggiamenti che si susseguono, puntualmente, nel tempo, e si accodano agli altri avvenuti pochi giorni fa.
«C’è stata tanta devastazione – ha dichiarato ai nostri microfoni Patrizia Rodi Morabito, dirigente di Coldiretti e membro di giunta della Camera di commercio di Reggio Calabria -. Questi atti non portano a niente, solo a distruggere. Ogni volta ti stimolano a trovare nuove soluzioni, ma, anche volendo rimanere positivi, è complicato continuare così. Per fortuna, non mi fanno perdere il buonumore. Ho una volontà ferrea. Non mi posso lasciare andare. Devo lavorare. Mettere a frutto gli obiettivi che mi sono prefissata di raggiungere. Al contempo, sono dispiaciuta, perché quello che sto subendo potrebbe demotivare qualcuno che avrebbe intenzione di restare ad investire nella nostra Calabria. Ringrazio le istituzioni che mi stanno dimostrando vicinanza. Come sempre, grazie alla Tenenza Carabinieri di Rosarno per l'immediato sostegno e per il lavoro di questa mattina, e un ringraziamento particolare a tutte le persone che mi stanno chiamando facendomi sentire il loro appoggio».
La solidarietà di Falcomatà
«L'ennesimo rogo devastante ai danni dell'azienda di Patrizia Rodi Morabito non è soltanto un vigliacco attacco a una donna e imprenditrice coraggiosa, ma una ferita profonda per l'intera comunità regionale. È una vergogna inaccettabile che continuino a ripetersi atti di questa gravità, mirati a soffocare con la violenza chi lavora ogni giorno con onestà e determinazione in una terra tanto bella quanto difficile come la nostra». Lo dichiara in una nota il consigliere regionale Giuseppe Falcomatà, esprimendo profonda indignazione e totale solidarietà nei confronti dell'imprenditrice di Rosarno, colpita dall'ennesimo incendio doloso che ha causato ingenti devastazioni nelle sue coltivazioni, questa volta per un danno stimato di circa 80 mila euro.
La notizia dell'ennesimo incendio ai terreni di Patrizia Rodi Morabito è stata divulgata dalla stessa imprenditrice rosarnese che in un messaggio sui social ha scritto: "Questa volta abbiamo perso melograni, altri kiwi, filari di arance. Di nuovo una mano ignota ha deciso di mettere fine alla vita di queste piante. Di nuovo il lavoro devastato e calpestato. Come sempre, grazie alla Tenenza Carabinieri di Rosarno per l'immediato sostegno e per il lavoro di questa mattina".
«Apprendere da Patrizia dell'ennesimo attentato incendiario stringe il cuore - ha aggiunto Falcomatà - ma mostra anche la straordinaria dignità di una donna che non si piega di fronte a questi gesti. Tutta la Calabria onesta ha il dovere morale di stringersi attorno a lei, dimostrando che i balordi e i criminali sono una minoranza e non vinceranno mai sul lavoro pulito». Il consigliere regionale ha voluto anche rimarcare l'importanza del lavoro svolto dalle forze dell'ordine, rivolgendo un plauso e un sentito ringraziamento all'Arma dei Carabinieri per il presidio costante sul territorio e per la prontezza con cui il personale è intervenuto per constatare il grave danno subito dalle coltivazioni.
Per dare un seguito concreto alle parole di vicinanza e portare la vicenda nelle sedi istituzionali preposte, il consigliere ha promosso un'iniziativa immediata. Proprio su proposta di Falcomatà infatti, nella mattinata di venerdì 7 agosto, Patrizia Rodi Morabito sarà infatti audita dalla Commissione antindrangheta del Consiglio Regionale. «Portare la voce di Patrizia in Commissione antindrangheta — conclude Falcomatà — è un atto dovuto. Vogliamo accendere un faro su quanto sta accadendo a Rosarno e pretendere garanzie di sicurezza e tutela per chi sceglie di fare impresa nel rispetto delle regole. La Calabria sana non lascerà sola Patrizia».