Era precipitato dal balcone a Roma, ora Rocco è pronto a rientrare in Calabria: «Il miracolo si è compiuto»
Dopo sette mesi di ricovero e riabilitazione, il bambino di Acri lascia il Bambino Gesù e torna finalmente a casa. A San Giacomo d’Acri è già partita l’organizzazione per accoglierlo
Sette mesi dopo quel volo dal terzo piano che aveva fatto temere il peggio, Rocco può finalmente tornare a casa. Il bambino di Acri, precipitato accidentalmente il 22 ottobre 2025 dal balcone di un bed and breakfast nella zona Tiburtina, a Roma, è stato dimesso oggi dall’ospedale pediatrico Bambino Gesù e proseguirà le cure riabilitative nella sua Calabria.
Una giornata definita «memorabile» dai familiari e da quanti, in questi mesi, hanno seguito con apprensione la vicenda del piccolo portiere acrese, rimasto gravemente ferito dopo una caduta di oltre dieci metri mentre salutava la sorellina affacciandosi al balcone della stanza dove alloggiava con i genitori.
Le condizioni del bambino erano apparse subito disperate. Trasportato d’urgenza al Bambino Gesù, Rocco era stato sottoposto a cure intensive e mantenuto a lungo in coma farmacologico. Con il passare delle settimane, però, il quadro clinico ha iniziato lentamente a migliorare fino al trasferimento nel centro di riabilitazione di Palidoro, dove ha proseguito il percorso di recupero.
«Pregate per Rocco»: l’abbraccio di Acri e Roma per il bambino calabrese caduto dal balcone di un B&bOggi le dimissioni e il rientro ad Acri rappresenta un nuovo passo verso la normalità. Il bambino continuerà la terapia per superare alcuni problemi tendinei e recuperare completamente la mobilità. Accanto a lui, senza mai lasciarlo solo, i genitori Santina ed Enrico, diventati in questi mesi simbolo di forza e speranza. La famiglia ha voluto ringraziare quanti hanno sostenuto Rocco con messaggi, preghiere e vicinanza, oltre al personale dell’ospedale Bambino Gesù, definito dai familiari «un’eccellenza che ha reso possibile questo miracolo».
Nel frattempo, la comunità di Acri si sta preparando ad accogliere il piccolo. In particolare a San Giacomo d’Acri, dove vive la famiglia, amici, parenti e conoscenti sono già al lavoro per organizzare il ritorno del bambino, diventato in questi mesi simbolo di speranza e resilienza per l’intero territorio. Quel viaggio a Roma, iniziato per partecipare alla laurea di un parente, si era trasformato improvvisamente in un incubo. Oggi, dopo mesi di paura, sacrifici e riabilitazione, la storia di Rocco si chiude con una notizia attesa da tutta la comunità acrese: il ritorno a casa del bambino che, contro ogni previsione, è riuscito a vincere la battaglia più difficile.