Esaltavano Hitler e i suprematisti, perquisizioni in tutta Italia e anche in Calabria: 17 indagati, 14 sono minorenni
Sequestrati coltelli e altre armi bianche, oltre a oggetti riconducibili alla simbologia nazista. Trovati anche manuali di autoaddestramento. Dai controlli è emerso l’utilizzo di videogiochi online nei quali venivano simulate uccisioni di persone appartenenti a minoranze etniche
Esaltavano Hitler e gli attentatori suprematisti, pubblicavano contenuti contro ebrei, omosessuali e persone di colore e condividevano materiale sulle tecniche per compiere azioni violente e realizzare ordigni. È il quadro emerso dall’attività investigativa che ha portato a una serie di perquisizioni nei confronti di 17 persone, 14 delle quali minorenni, in diverse città italiane.
L’operazione è stata condotta dai carabinieri del Ros e dagli agenti della Digos, nell’ambito di un’indagine per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale e religiosa, con l’ipotesi delle aggravanti legate al terrorismo. Le perquisizioni sono state effettuate dai carabinieri del Ros con il supporto dei Comandi Provinciali di Roma, Como, Catanzaro, Bologna, Milano, Reggio Emilia, Benevento, Genova, Udine, Palermo e Trento e dagli agenti della Digos della Questura di Verona, coordinati dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e con l'ausilio delle Digos di Napoli, Benevento, Bresca e Trento.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, alcuni degli indagati partecipavano a gruppi social denominati “Chat del Nuovo Ordine Europeo” e “Fronte Fascista Italiano”, nei quali venivano diffusi contenuti di matrice suprematista e neonazista. Tra i riferimenti celebrati nei materiali pubblicati online anche Adolf Hitler e Brenton Tarrant, autore della strage nelle moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda, nel 2019.
Gli investigatori contestano inoltre la diffusione di contenuti riconducibili al gruppo suprematista The Base, oltre alla condivisione di manuali di autoaddestramento e indicazioni sulle tecniche per la realizzazione di azioni dirette. In alcuni casi, gli indagati avrebbero anche utilizzato videogiochi online nei quali venivano simulate uccisioni di persone appartenenti a minoranze etniche.
Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati coltelli e altre armi bianche, oltre a vessilli e oggetti riconducibili alla simbologia nazista. Gli accertamenti hanno riguardato anche dispositivi informatici e telefoni utilizzati dagli indagati, sui quali gli investigatori stanno verificando la natura e la diffusione dei contenuti condivisi e i rapporti tra i partecipanti ai gruppi.
L'inchiesta si inserisce negli accertamenti sul fenomeno della radicalizzazione suprematista online tra giovanissimi, con particolare attenzione alla circolazione attraverso social network e piattaforme di messaggistica di propaganda razzista e contenuti che possono tradursi in indicazioni operative per azioni violente.