Etna, altra giornata di caos all’aeroporto di Catania: «Arrivato dalla Calabria, ora sono ostaggio del vulcano»
La cenere dell’Etna tiene fermo Fontanarossa da sette giorni. Circa 300 persone sono ancora nello scalo, mentre molti passeggeri cercano alternative anche negli aeroporti calabresi di Lamezia Terme e Reggio
L’attività eruttiva dell’Etna continua a condizionare il traffico aereo in Sicilia. L’aeroporto di Catania-Fontanarossa resterà con i voli sospesi almeno fino a questa mattina, a causa della presenza di cenere vulcanica in atmosfera. Per il settimo giorno consecutivo, migliaia di passeggeri sono costretti a cercare alternative per raggiungere le proprie destinazioni.
Lo scalo etneo, in questo periodo dell’anno, registra un traffico di almeno 40mila passeggeri al giorno. La Sac, società che gestisce l’aeroporto, non ha fornito una stima ufficiale delle persone coinvolte nei disagi, ma all’interno dello scalo si trovano ancora circa 300 passeggeri in attesa di essere trasferiti verso altri aeroporti.
Passeggeri dirottati anche verso gli aeroporti della Calabria
Tra le alternative utilizzate dai viaggiatori per tentare di ripartire ci sono gli aeroporti di Palermo, Comiso e Trapani, ma anche quello di Lamezia Terme, diventato uno degli scali di riferimento per chi cerca una soluzione alternativa alla paralisi di Catania.
La situazione resta complicata soprattutto per i turisti che devono rientrare nelle città di residenza o proseguire il viaggio verso altre destinazioni europee. Le cancellazioni e le riprogrammazioni, infatti, rendono difficile trovare posti disponibili anche sui voli in partenza dagli altri aeroporti siciliani e calabresi.
Sei giorni a dormire in aeroporto: la storia di un passeggero
Tra le persone ancora bloccate a Fontanarossa c’è Appiah Yaw, cittadino ghanese residente a Torino e attualmente al lavoro in Inghilterra, a Coventry. Era arrivato in Sicilia per una visita di tre giorni, ma dall’8 agosto non riesce a tornare dalla propria famiglia.
«Hanno cancellato il mio volo e ogni volta lo cancellano», ha raccontato all’Ansa. Un volo previsto per il 15 agosto potrebbe rappresentare una soluzione, ma resta l'incognita legata all'attività dell'Etna e alla presenza di cenere vulcanica.
L'uomo ha raccontato di dormire in aeroporto da sei giorni e di essere stato aiutato dagli addetti dello scalo con cibo e bevande. Ora sta cercando di raggiungere Palermo, dove spera di poter trovare un volo per tornare a Torino.
Da Reggio Calabria a Catania, poi il blocco verso la Grecia
Tra i passeggeri in difficoltà c’è anche Freedom Pentimalli, guida della Compagnia dei cammini, che deve raggiungere Atene per incontrare un gruppo di camminatori diretto verso un’isola greca.
Pentimalli è arrivato a Catania da Reggio Calabria utilizzando i mezzi pubblici e racconta di essere rimasto bloccato dalla difficoltà di riprogrammare il viaggio. «Sono ostaggio sia della compagnia greca sia dell'Etna», ha spiegato all’Ansa.
Il suo racconto fotografa una delle conseguenze indirette dell'emergenza: non basta individuare un aeroporto alternativo, perché i posti disponibili e le possibilità di riprotezione cambiano continuamente.
«Oltre 120 persone bloccate nel limbo»
Anche Matthew Gordon, cittadino delle Bahamas, racconta di essere fermo a Catania da due notti. «Siamo oltre 120 persone bloccate qui nel limbo a cercare di capire, ma non c'è chiarezza», ha detto.
Una coppia italo-francese, invece, dopo una vacanza in Sicilia sta cercando di tornare a Lione. I pochi voli disponibili da Palermo hanno costi proibitivi: per tre persone, raccontano, sono stati preventivati 4.400 euro. L'alternativa potrebbe essere il viaggio in treno fino a Milano e poi la prosecuzione verso la Francia, ma anche i convogli risultano quasi completamente esauriti.
Taxi e Ncc, il Codacons annuncia un esposto
Ai problemi legati alla cancellazione dei voli si aggiunge la questione dei costi per raggiungere gli aeroporti alternativi. Dopo alcune segnalazioni su presunti rincari delle corse in taxi e Ncc tra Catania e Palermo, il Codacons ha annunciato un esposto all'Antitrust.
Secondo le tariffe riportate dall'associazione, il costo ufficiale di un taxi per quattro persone sarebbe di 500 euro, mentre un minivan per sette-otto passeggeri arriverebbe a 650 euro. Il Codacons sostiene inoltre che chi utilizza un'auto a noleggio per raggiungere l'aeroporto di Comiso possa arrivare a spendere fino al 287% in più.
L'emergenza legata all'Etna continua dunque ad avere ripercussioni sull'intero sistema dei trasporti dell'area, coinvolgendo non soltanto la Sicilia ma anche gli aeroporti della Calabria, chiamati ad assorbire parte del traffico dei passeggeri rimasti senza collegamenti da Catania.