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02/03/2026 ore 19.13
Cronaca

«Facciamo tra 2 e 5mila euro al giorno, ne ho intestato 150mila a una zia»: quanto si guadagna con la droga a Isola

Una videochiamata tra Raffaele Gualtieri e il presunto fornitore Mazzaferro ricostruisce il volume d’affare dei traffici dalla Locride al Crotonese. Incassi, debiti e strategie di pagamento: «Lavoriamo come abbiamo sempre fatto»

di Pablo Petrasso

Le intercettazioni della Dda di Catanzaro che danno linfa all’inchiesta Last Minute – 10 arresti e 22 indagati per il traffico di droga nel Crotonese – collocano Raffaele Gualtieri al centro di un’attività di smercio di droga caratterizzata da flussi continui di approvvigionamento e da incassi quotidiani rilevanti. È lo stesso Gualtieri a quantificare i guadagni derivanti dalla vendita di cocaina, parlando apertamente di entrate giornaliere comprese tra 2.000 e 5.000 euro, con una base fissa di almeno 2.000 euro al giorno.

Numeri che emergono con chiarezza nel corso di una videochiamata intercettata il 19 giugno 2024, durante la quale Gualtieri rassicura il proprio fornitore sulla capacità di rientrare rapidamente dai debiti grazie al volume degli affari:

GUALTIERI: «Mi tengo io largo a 2 mila che poi ci sono giorni che ne fai 4 mila, un altro giorno 5 mila, un giorno arrivi a mille e 5, ma 2 mila, la base di 2 mila euro il giorno, sono a 20 giorni, sono 40 mila euro»

Una proiezione che, nelle parole dell’indagato, renderebbe sostenibile l’acquisto anche di partite importanti di stupefacente.

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Il rapporto con Mazzaferro e i precedenti penali

Tra i fornitori più rilevanti figura Massimo Mazzaferro, residente a Gioiosa Jonica e gravato da precedenti penali di particolare allarme sociale: una condanna a 26 anni di reclusione per omicidio doloso commesso nel 1998, oltre a reati legati alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Dalle indagini emerge che il rapporto tra Gualtieri e Mazzaferro non fosse occasionale. Al contrario, i due avrebbero già collaborato in passato con forniture settimanali di cocaina, e al momento delle intercettazioni risultava ancora un debito di 3.800 euro a carico di Gualtieri.

Nel dialogo del 19 giugno 2024, i due discutono apertamente di nuove consegne e delle modalità di pagamento:

GUALTIERI: «Massimì praticamente se la porti, la portate ora, non so se in una settimana ce la faccio (ride), mi credi? Non mi sono mai giurato sui morti, sono senza materiale»

MAZZAFERRO: «Io gli ho detto 20 giorni dovremmo rientrare»

Un confronto che dimostra non solo la continuità del rapporto, ma anche la fiducia riposta da Mazzaferro nella capacità di Gualtieri di collocare rapidamente la droga sul mercato di Isola Capo Rizzuto.

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Incassi, debiti e strategie di pagamento

Nel corso della stessa conversazione, Gualtieri arriva a fare veri e propri conteggi finanziari, spiegando come il volume di vendita consenta di rientrare agevolmente dalle somme dovute:

GUALTIERI: «A 20 giorni, qual è il prezzo… 20 giorni a 2 mila euro al giorno sono 40 mila euro, soricè»

E ancora:

GUALTIERI: «no, se tu fai allora facciamo così, se la portate sono 20 giorni 34, 3 ve li ho dati 3 e mezzo sono 37 a 20 giorni, al 20 esimo giorno puoi venire»

Passaggi che, secondo gli inquirenti, certificano la piena consapevolezza dell’indagato rispetto ai profitti generati dall’attività illecita.

«Lavoriamo come abbiamo sempre fatto»

Significativo anche il riferimento esplicito a una collaborazione consolidata nel tempo, che Gualtieri propone di riattivare con regolarità:

GUALTIERI: «Se la cosa è sicura, il giorno giusto sicuro al 100%, non me ne prendo e lavoriamo sempre con voi e lavoriamo come abbiamo sempre fatto, 1 al mese, 1 ogni 20 giorni, come abbiamo sempre fatto, lavoriamo da capo»

Parole che rafforzano il quadro accusatorio di un traffico strutturato, fondato su rapporti fiduciari e su una pianificazione stabile delle forniture.

Il denaro accumulato e il timore dei sequestri

Nel prosieguo delle intercettazioni, Gualtieri si spinge oltre, confidando a un altro fornitore di aver accantonato 150 mila euro, provento dell’attività di spaccio, intestandoli a una zia per evitare sequestri:

GUALTIERI: «Io, io gli ho detto che inc. 50 mila euro, ho 150mila euro da parte per i bambini che gli avevo fatto un conto su una zia… No, non ce l’ho a nome mio, sono sul libretto di una mia zia, capito?»

Un passaggio che, per gli investigatori, dimostra non solo l’entità dei guadagni, ma anche la volontà di occultare i proventi illeciti.

Un mercato da monopolizzare

Nel complesso, le conversazioni intercettate restituiscono l’immagine di un soggetto impegnato a massimizzare i profitti, scegliendo i fornitori in base al prezzo e alla qualità della cocaina, e tentando di monopolizzare la piazza di spaccio di Isola Capo Rizzuto. Il rapporto con Mazzaferro si inserisce in questa strategia: un canale ritenuto affidabile, capace di garantire partite consistenti e margini economici elevati.