Ferdinando Aiello, il Tdl di Palermo rigetta l’appello della Procura: non c’erano gravi indizi sull’ex parlamentare
Punto per la difesa nel procedimento per traffico di influenze illecite contro l’ex deputato, oggi dirigente della Dussman. La decisione è arrivata il 21 settembre, dopo il rinvio disposto dalla Cassazione
Il Tribunale della Libertà di Palermo ha rigettato l’appello presentato dalla Procura contro l’ordinanza con cui il gip aveva escluso la sussistenza di gravi indizi nei confronti di Ferdinando Aiello, dirigente della Dussman S.p.A., nell’ambito di una contestazione per traffico di influenze illecite.
La decisione è stata pronunciata il 21 settembre 2026. Il collegio ha accolto le richieste formulate dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Enzo Belvedere, confermando l’impostazione già adottata dal giudice per le indagini preliminari.
Confermata l’ordinanza del gip
La Procura aveva impugnato il provvedimento del gip, chiedendo al Tribunale della Libertà di rivalutare la posizione di Aiello. Il giudice per le indagini preliminari aveva escluso che gli elementi raccolti potessero integrare una situazione di gravità indiziaria in relazione al reato contestato.
Il Riesame ha respinto l’appello dell’accusa, lasciando ferme le conclusioni dell’ordinanza impugnata. La difesa aveva chiesto il rigetto del gravame, sostenendo l’assenza di elementi idonei a collegare la condotta del dirigente all’ipotesi di traffico di influenze illecite.
Il precedente passaggio in Cassazione
L’udienza del 21 settembre si è svolta in sede di rinvio, dopo un precedente passaggio davanti alla Corte di Cassazione. Secondo quanto riferito dalla difesa, anche la Suprema Corte aveva espresso una valutazione coerente con l’assenza di gravità indiziaria.
Il Tribunale della Libertà era dunque chiamato a riesaminare il profilo cautelare alla luce delle indicazioni provenienti dai giudici di legittimità. Al termine della nuova valutazione, il collegio palermitano ha rigettato l’appello della Procura.