«Finalmente è finita, siamo nella nostra Calabria»: la gioia degli studenti dopo la paura delle bombe iraniane a Dubai
Mirko, Azzurra e Charlotte parlano dopo l’atterraggio all’aeroporto di Lamezia: «Che spavento il suono delle notifiche di allarme sui telefoni: ci siamo fatti forza assieme per superare quei momenti e abbiamo imparato una lezione: mai dare nulla per scontato»
«Un momento che aspettavamo da tanto, adesso possiamo dire che è finalmente finita». Così Mirko Frascino, uno degli studenti calabresi bloccati a Dubai dopo lo scoppio della guerra in Medioriente, appena atterrato all'aeroporto di Lamezia Terme di rientro da Milano. «Siamo nella nostra terra, siamo nella nostra Calabria siamo felici di riabbracciare le nostre famiglie – ha aggiunto –. Questi giorni non sono stati facili perché il rumore delle esplosioni e degli allarmi fa paura. Ma la cosa più importante è essere qui nella nostra terra. Io penso che una cosa importante l'abbiamo capita: che nulla deve essere dato per scontato. È in questi momenti che si capisce quanto è importante la vita e quanto sia sottile il filo che ci collega ad essa. Solo vivendo queste esperienze si può capire», ha aggiunto ancora Mirko.
L’abbraccio dei genitori dopo l’incubo della guerra: atterrati a Lamezia gli studenti calabresi bloccati a DubaiAl suo fianco la compagna di classe del liceo Mattei di Castrovillari Azzurra D'Atri ha aggiunto: «È una esperienza da cui trarremo sicuramente una lezione. Bellissima sensazione poter riabbracciare la mia famiglia e tornare dai miei cari».
«Abbiamo avuto molto coraggio e prontezza ad affrontare questa situazione e siamo riusciti a collaborare insieme come gruppo», ha spiegato Charlotte Bevilacqua, studentessa del liceo scientifico Siciliani di Catanzaro. È stata una esperienza forte, abbiamo provato emozioni che non avevamo mai provato e con il conforto del gruppo siamo riusciti a superare al meglio questa situazione». I momenti più brutti, ha detto ancora, «era proprio quando arrivavano le notifiche di allarme sul telefono, il suono metteva davvero molta paura. Soprattutto il primo giorno perché non sapevamo cosa fare e i tutor hanno fatto di tutto per aiutarci. È stato bellissimo sapere di poter tornare in Italia. Siamo contenti di aver riabbracciato le nostre famiglie e di essere finalmente al sicuro. Dentro però resta l’angoscia per chi rimane a Dubai: le persone lì e continuano a soffrire a differenza nostra».