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24/02/2026 ore 14.48
Cronaca

Fondazione Betania, dal dissesto ai fondi dirottati in una newco: ecco le operazioni finanziarie finite nel mirino della Procura

Secondo la ricostruzione delle fiamme gialle la sottoscrizione degli accordi funzionale ad occultare la provenienza illecita del trasferimento di beni nella nuova società. Indagati tutti i componenti del cda anche per aver causato la crisi dell’ente

di Luana Costa

Sono tre le date da segnare in rosso per la Procura di Catanzaro che indaga sul crac di Fondazione Betania ipotizzando il reato di bancarotta fraudolenta. Tre passaggi chiave che avrebbero consentito lo svuotamento dell’intero complesso aziendale della onlus operante a Catanzaro nel terzo settore, prima della dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale da parte del Tribunale, e arrecare così un pregiudizio ai creditori.

Fondazione Betania, maxi inchiesta sul crac: onlus “svuotata” e lasciata fallire, un arresto e 7 indagati – NOMI

Il 15 marzo del 2022 Fondazione Betania Onlus e Karol spa sottoscrivono un accordo volto alla creazione di una nuova società – Karol Betania Strutture Sanitarie – partecipata al 51% da Karol spa e al 49% da Fondazione Betania. Tre mesi dopo, il 15 giugno, la onlus concede alla Karol Betania Strutture Sanitarie l’affitto di 15 rami d’azienda, per la durata di 15 anni al canone di 200mila euro all’anno, oltre alla locazione degli immobili per lo svolgimento dell’attività di impresa, per 7 anni ad un canone di 1.200.000.

Quindi nel marzo del 2023 stipulano un ulteriore contratto integrativo che stabilisce l’esonero dal pagamento dei canoni d’affitto per i primi tre anni e dal canone di locazione per i primi quattro anni. Secondo la Procura di Catanzaro, dietro queste tre operazioni finanziarie vi sarebbe l’intento di spogliare la fondazione dalle risorse necessarie al perseguimento delle proprie finalità istituzionali senza alcuna reale contropartita economica ma al solo scopo di distrarre l’intero complesso aziendale in favore della newco.

Fondazione Betania è una struttura socio assistenziale che offre servizi per anziani e persone con disabilità ma da anni gravata da ingenti debiti che, nei fatti, l’hanno condotta nel luglio del 2023 alla dichiarazione d’apertura della liquidazione giudiziale. Debiti quantificati dal nucleo di polizia economico e finanziaria della Guardia di Finanza in 19 milioni di euro derivanti dal sistematico inadempimento delle obbligazioni tributarie e previdenziali.

Dietro alle presunte operazioni di svuotamento della onlus, secondo la ricostruzione delle fiamme gialle, ci sarebbe Marco Zummo, imprenditore siciliano e amministratore delegato della newco. È accusato di bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio perché avrebbe ostacolato l’identificazione della provenienza delittuosa dei beni attraverso la sottoscrizione dei contratti di affitto e locazione con lo scopo di mascherare la natura distrattiva del trasferimento e, quindi, l’origine illecita del complesso aziendale.

Indagati inoltre tutti i componenti del Cda di fondazione Betania, incluso il presidente Pietro Puglisi perché avrebbero distratto il complesso aziendale allo scopo di recare pregiudizio ai creditori. A vario titolo sono accusati di bancarotta in concorso con Zummo: Antonio De Marco, Vincenzo Arturo Grillo, Giuseppe Leone, Cesare Vincenzo Pelaia e Ivan Rauti e inoltre di aver causato il dissesto irreversibile della fondazione, accusa mossa anche nei confronti di Biagio Amato.

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