✕
Sezioni
Edizioni locali
19/10/2026 ore 10.05
Cronaca

Gioia Tauro, i cittadini si uniscono alla protesta degli autotrasportatori: «Stanno rubando il futuro dei nostri giovani»

Una mobilitazione unitaria che testimonia come il disagio economico non sia più percepito come una battaglia di categoria isolata, ma come un’emergenza sociale che coinvolge l’intera comunità: «Il silenzio non cambia le cose, facciamo sentire la nostra voce. Un popolo unito non può essere ignorato»

di Giuseppe Mancini

La mobilitazione degli autotrasportatori a Gioia Tauro continua con determinazione. Al centro della protesta resta il pesante aumento del costo del carburante e, più in generale, l’insostenibile crescita dei costi di gestione che sta mettendo in ginocchio l’intero comparto dell'autotrasporto locale e nazionale. La manifestazione presso la rotatoria dello svincolo autostradale sta assumendo contorni sempre più ampi. A scendere in strada al fianco dei lavoratori del settore, ieri pomeriggio, sono stati anche cittadini e alcune associazioni del territorio. «Il silenzio non cambia le cose, facciamo sentire la nostra voce. Un popolo unito non può essere ignorato» esortava un cartellone trasportato in corteo lungo la rotatoria. «Stanno rubando il futuro dei nostri giovani» riportava un altro striscione. Una mobilitazione unitaria che testimonia come il disagio economico non sia più percepito come una battaglia di categoria isolata, ma come un’emergenza sociale che coinvolge l’intera comunità.

Continua la protesta degli autotrasportatori a Gioia Tauro. Il sindaco Scarcella: «Voce a un disagio nazionale»

Intanto, dopo la sospensione prevista per il fine settimana, questa mattina riprende il sit-in presso l’ingresso del Porto di Gioia Tauro. Tutti gli occhi sono ora puntati sull'incontro in programma per martedì 20 a Milano con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. I manifestanti chiedono risposte concrete e misure strutturali capaci di alleggerire il carico fiscale e operativo sulle imprese. L’esito del confronto sarà decisivo per le sorti della protesta. Gli organizzatori, infatti, hanno già reso noto che, qualora le risposte del governo dovessero rivelarsi insoddisfacenti, la mobilitazione proseguirà fino al prossimo 25 ottobre.