Giovane mamma seviziata e uccisa in Puglia, l’imputato chiede la revisione del processo
Giovanni Camassa, l'agricoltore di Melendugno condannato in via definitiva all'ergastolo, ha impugnato in Cassazione la decisione della Corte d'Appello di Catanzaro che ha rigettato l'istanza di revisione della sentenza
Non si arrende Giovanni Camassa, l'agricoltore di Melendugno condannato in via definitiva all'ergastolo per l'omicidio e la violenza sessuale ai danni di Angela Petrachi. Attraverso il suo difensore Camassa ha impugnato in Cassazione la decisione della Corte d'Appello di Catanzaro che ha rigettato l'istanza di revisione della sentenza. Il ricorso sarà esaminato dalla Suprema Corte nell'udienza fissata per il prossimo 20 novembre.
Camassa, arrestato nel maggio del 2003, si è sempre proclamato innocente, la vittima fu ritrovata senza vita nel novembre 2002. In primo grado era stato assolto per non aver commesso il fatto, anche sulla base dell'alibi fornito dall'allora fidanzata, oggi sua moglie, e dell'assenza di un movente. La sentenza era stata poi ribaltata in appello con la condanna all'ergastolo, confermata dalla Cassazione nel febbraio 2014. Al centro della richiesta di revisione erano finiti nuovi accertamenti genetici svolti dalla difesa, tra cui l'assenza di tracce biologiche riconducibili a Camassa sui reperti e la presenza del profilo genetico di un altro uomo in due tracce miste individuate sulle calze in nylon indossate dalla vittima al momento del ritrovamento del corpo. Secondo la difesa, si trattava di elementi idonei a mettere in discussione la ricostruzione processuale.
La Corte d'Appello di Catanzaro ha però ritenuto gli elementi non sufficienti a sovvertire la condanna. Nelle motivazioni depositate lo scorso giugno, i giudici hanno considerato il Dna dell'altro uomo, risultato essere l'ex marito della vittima, compatibile con una contaminazione domestica e hanno giudicato neutra l'assenza di tracce genetiche di Camassa, anche in relazione al lungo tempo trascorso prima del ritrovamento del corpo. Respinte anche le ulteriori ricostruzioni difensive e le piste alternative. Ora sarà la Cassazione a pronunciarsi sul ricorso presentato da Camassa, che continua a sostenere la propria innocenza e a chiedere la riapertura del caso.