Gli agricoltori lasciano Vibo Marina, la protesta si sposta a Lamezia: domani il presidio nei pressi dell’aeroporto
A buon fine le trattative con la Questura per la ripresa degli approvvigionamenti di carburante dai depositi costieri. Talarico (Mta): «Andremo avanti finché non avremo risposte concrete»
Le trattative avviate dalla Questura di Vibo con i manifestanti sono andate a buon fine. Ieri, al presidio indetto dal Movimento territorio e agricoltura era arrivato il questore Rodolfo Ruperti in persona. Il clima di fiducia instauratori tra le forze dell’ordine e gli agricoltori – che stanotte hanno anche condiviso la “piazza” –, ha certamente contribuito a distendere gli animi. Tanto che una delegazione guidata da Matteo Talarico, leader dell’organizzazione, stamane ha ricambiato la visita recandosi ad incontrare le massime autorità del territorio.
All’esito del confronto è arrivata la decisione di permettere il transito delle autocisterne verso i depositi costieri Eni e Meridionale Petroli di Vibo Marina per effettuare l’approvvigionamento di carburante e consentire, di conseguenza, la ripresa della distribuzione alle stazioni di servizio di buona parte del territorio regionale.
Già stamane era stato deciso il via libera per dieci mezzi al giorno, per alleggerire la pressione. Ora passeranno tutte. I primi effetti del blocco, che abbiamo documentato anche stamane, del resto avevano già creato conseguenze concrete: file ai distributori e scorte esaurite nel giro di poche ore a Vibo Valentia e nel suo hinterland. Nelle stesse ore, l’eco dei disagi e delle rivendicazioni varcava i confini regionali, arrivando ai Palazzi romani. Sul tavolo restano le richieste dei manifestanti: dalla necessità di calmierare i prezzi del gasolio agricolo a quella di una dignitosa remunerazione dei prodotti della terra, fino alla limitazione dell’export di prodotti agricoli a prezzi fuori mercato.
A Vibo scatta la psicosi carburanti: «Sembra scoppiata la guerra». Distributori chiusi e code fino a 45 minuti, automobilisti esasperatiLe autocisterne riprenderanno a transitare, dunque, ma la protesta non arretra. Il presidio di Vibo Marina resterà simbolicamente in piedi con la bandiera del Movimento ben piantata a sventolare ancora, ma ora tutto si concentrerà su un’altra piazza: quella di Lamezia Terme. «Continueremo a lottare - dice Talarico -, anzi alzeremo ancora di più i toni. Ci spostiamo da Vibo Marina solo per trasferirci a Lamezia Terme, nei pressi dell’aeroporto, dove convergeranno tutti i mezzi del Vibonese insieme ad altre delegazioni provenienti da altri presidi. Siamo determinati a proseguire finché non arriveranno risposte concrete» ha concluso.
