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06/10/2026 ore 15.05
Cronaca

Gli agricoltori lasciano Vibo Marina, la protesta si sposta a Lamezia: domani il presidio nei pressi dell’aeroporto

A buon fine le trattative con la Questura per la ripresa degli approvvigionamenti di carburante dai depositi costieri. Talarico (Mta): «Andremo avanti finché non avremo risposte concrete»

di Stefano Mandarano

Le trattative avviate dalla Questura di Vibo con i manifestanti sono andate a buon fine. Ieri, al presidio indetto dal Movimento territorio e agricoltura era arrivato il questore Rodolfo Ruperti in persona. Il clima di fiducia instauratori tra le forze dell’ordine e gli agricoltori – che stanotte hanno anche condiviso la “piazza” –, ha certamente contribuito a distendere gli animi. Tanto che una delegazione guidata da Matteo Talarico, leader dell’organizzazione, stamane ha ricambiato la visita recandosi ad incontrare le massime autorità del territorio.

All’esito del confronto è arrivata la decisione di permettere il transito delle autocisterne verso i depositi costieri Eni e Meridionale Petroli di Vibo Marina per effettuare l’approvvigionamento di carburante e consentire, di conseguenza, la ripresa della distribuzione alle stazioni di servizio di buona parte del territorio regionale.

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Già stamane era stato deciso il via libera per dieci mezzi al giorno, per alleggerire la pressione. Ora passeranno tutte. I primi effetti del blocco, che abbiamo documentato anche stamane, del resto avevano già creato conseguenze concrete: file ai distributori e scorte esaurite nel giro di poche ore a Vibo Valentia e nel suo hinterland. Nelle stesse ore, l’eco dei disagi e delle rivendicazioni varcava i confini regionali, arrivando ai Palazzi romani. Sul tavolo restano le richieste dei manifestanti: dalla necessità di calmierare i prezzi del gasolio agricolo a quella di una dignitosa remunerazione dei prodotti della terra, fino alla limitazione dell’export di prodotti agricoli a prezzi fuori mercato.

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Le autocisterne riprenderanno a transitare, dunque, ma la protesta non arretra. Il presidio di Vibo Marina resterà simbolicamente in piedi con la bandiera del Movimento ben piantata a sventolare ancora, ma ora tutto si concentrerà su un’altra piazza: quella di Lamezia Terme. «Continueremo a lottare - dice Talarico -, anzi alzeremo ancora di più i toni. Ci spostiamo da Vibo Marina solo per trasferirci a Lamezia Terme, nei pressi dell’aeroporto, dove convergeranno tutti i mezzi del Vibonese insieme ad altre delegazioni provenienti da altri presidi. Siamo determinati a proseguire finché non arriveranno risposte concrete» ha concluso.