Gli hacker di Revolut: «Online i primi dati rubati all’Italia». L’inchiesta partita da Reggio Calabria
Il gruppo avrebbe iniziato a pubblicare quelli che definisce "The Italy Files": 150 gigabyte di dati che sostiene di aver sottratto a sistemi riconducibili alla pubblica amministrazione italiana
Nuovo capitolo nel furto di dati sensibili di clienti della banca inglese Revolut. Il gruppo hacker "IamNotAVillain”, che nelle scorse settimane ha rivendicato la responsabilità dell'attacco, avrebbe iniziato a pubblicare sul dark web quelli che definisce "The Italy Files": una raccolta che conterrebbe 150 gigabyte di dati che gli hacker sostengono di aver sottratto a sistemi riconducibili alla pubblica amministrazione italiana.
Revolut, la conferma del Viminale: «Compromessa una mail della Prefettura di Reggio Calabria, coinvolti i dati di 8 italiani»Si tratterebbe, a loro dire, di informazioni personali relative a funzionari pubblici, caselle di posta elettronica compromesse, passaporti, tessere sanitarie e documenti diplomatici di cui starebbero mostrando alcune anteprime. La polizia postale già nelle scorse settimane ha avviato indagini sulla vicenda.
L'inchiesta è stata aperta dalla procura di Reggio Calabria perché gli hacker hanno 'bucato' la fintech inglese attraverso e-mail istituzionale compromessa appartenente alla prefettura reggina. Sul caso ha acceso un faro anche la Procura nazionale antimafia ed antiterrorismo.