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01/06/2026 ore 18.17
Cronaca

Gratteri: «Non c’è solo la violenza, film raccontino anche la mafia che lavora nel dark web e crea relazioni con la politica»

Al Celico International Arts Festival il procuratore ha invitato registi e sceneggiatori a leggere gli atti processuali degli ultimi anni. Nel suo intervento spazio anche a Napoli e al paragone tra ‘ndrangheta e camorra»

di Redazione Cronaca
Milano, Anteo Palazzo del Cinema Seconda giornata del Festival Internazionale dell'Antimafia chiusura del Festival con Nicola Gratteri

«La cinematografia deve contribuire alla crescita e alla formazione non solo del territorio, ma anche della persona. Negli ultimi dieci anni abbiamo continuato a raccontare una mafia violenta, che si esterna con omicidi, spari e macchine bruciate, ma oggi dobbiamo metterci in testa che esiste una parte della mafia molto evoluta che lavora nel dark web, che occupa intere giornate a crearsi relazioni con il mondo della politica, delle istituzioni, delle professioni: questa nuova mafia va narrata, mancano film che spiegano questa mafia sconosciuta ai più. Gli sceneggiatori, i registi devono iniziare a leggere gli atti processuali degli ultimi 4-5 anni». Ad affermarlo, è scritto in una nota, il procuratore di Napoli Nicola Gratteri dal palco del Teatro delle Arti per la serata conclusiva del Celico International Arts Festival.

«L'economia legale e quella mafiosa - ha detto Ivan Carlei, vicedirettore di Rai Fiction presente alla serata - oggi non sono distinte; nella confusione bisogna fare ordine e avere il coraggio di raccontarlo. Il servizio pubblico ha la responsabilità di narrare queste dinamiche offrendo sempre un contraltare, senza dare esempi sbagliati ai giovani. Abbiamo il dovere di fare memoria, ma contemporaneamente dobbiamo raccontare quello che succede adesso».

Nell’intervento del magistrato calabrese spazio anche a Napoli, città di cui è attualmente procuratore. «Napoli è una città effervescente, nel bene e nel male. È una città di cultura, si vendono più biglietti di teatro qui che a Roma e Milano, dove c'è una grandissima solidarietà, un terzo settore forte fatto di insegnanti in pensione e una Chiesa molto forte e radicata, guidata dal cardinale Battaglia», ha detto Gratteri.

Sul piano del contrasto, ha proseguito, «abbiamo ottenuto risultati significativi, da 70 demolizioni siamo passati a 181, si uccide in pieno giorno, ci sono gli omicidi ma li scopriamo: a Napoli c'erano 600 telecamere oggi ne abbiamo 1600 ad alta definizione, scopriamo anche gli scippi». E parlando di Scampia o delle piazze di spaccio di Caivano «dobbiamo ricordarci che la nuova camorra nasce anche da gravissimi errori urbanistici: se costruisci le Vele ma al piano terra non prevedi centri sportivi o luoghi di incontro, se crei il nulla e il deserto, da quel prodotto non può che uscire violenza».

«In Calabria - ha detto Gratteri facendo un paragone tra le due mafie - la 'ndrangheta cerca consenso, cerca di essere simpatica alla gente, di creare dipendenza, si presenta come il benefattore, a Napoli si conquistano la piazza a colpi di Kalashnikov. La camorra, inoltre, è forte nell'imprenditoria e nel dark web. Napoli va raccontata a 360 gradi. In un'ora di film non puoi mostrare solo violenza, lasciando magari l'anno dopo spazio a una serie ancora più violenta. Almeno cinque minuti vanno lasciati al racconto del magistrato o del poliziotto».