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01/03/2026 ore 07.24
Cronaca

Guerra annunciata, il ministro Crosetto bloccato a Dubai: l’Italia spettatrice mentre il mondo trema

La settima potenza industriale del mondo ridotta a spettatrice distratta della storia. Altro che politica estera: siamo al vuoto istituzionale

di Tacco di Ghino
Il ministro della Difesa Guido Crosetto

Succede che scoppi una guerra. Una guerra vera, durissima, pericolosa.

Era già pronta, decisa, organizzata in ogni minimo dettaglio. I giornali da giorni parlavano di un attacco imminente.

Succede che, mentre tutto il mondo sapeva che il nuovo conflitto in Medio Oriente stava per esplodere, il nostro ministro della Difesa si trovi in vacanza a Dubai, esattamente a due passi da quello che tutti sapevano sarebbe diventato un nuovo teatro di guerra internazionale.

Ma Guido Crosetto, che pure è un ottimo ministro, non sapeva nulla. E nessuno lo aveva informato.

Così oggi ci ritroviamo con il ministro della Difesa italiano bloccato a Dubai mentre attorno volano missili, bombe e droni.

Non è satira politica. È la realtà italiana.

Mentre il mondo trema, il responsabile della difesa nazionale si trova lontano dal Paese. Come un qualunque cittadino italiano in vacanza.

Non sapeva nulla il ministro della Difesa. Ma certamente era ben informato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. E invece no: caduto dalle nuvole anche lui, completamente estraneo ai fatti. Del resto ci troviamo davanti a un ministro degli Esteri che, più che gestire crisi internazionali, appare spesso impegnato nell’ordinaria amministrazione diplomatica. Sembra più adeguato alla gestione di una crisi rionale.

Quanto alla presidente del Consiglio, silenzio assoluto. Interviene quando gli eventi sono già accaduti. Il rapporto privilegiato con Donald Trump sembra funzionare così tanto bene da non sentire la necessità di comunicazioni dirette: il presunto futuro premio Nobel per la pace non sente evidentemente il bisogno di coinvolgere l’alleata italiana. Non serve. Poi quando la incontra si vedrà.

Intanto le cancellerie internazionali lavorano senza sosta. Gli eserciti si muovono, i bombardamenti proseguono, i governi sono in stato di allerta permanente. Allarme rosso ovunque.

E l’Italia? Modalità notturna. Silenzio.

Un tempo l’Italia pesava nelle crisi internazionali. Era presente, attiva, impegnata: mediazione, diplomazia, iniziativa politica. Il coinvolgimento era massimo.

Oggi le crisi il nostro governo le apprende dalle edizioni straordinarie dei telegiornali.

La settima potenza industriale del mondo ridotta a spettatrice distratta della storia. Altro che politica estera: siamo al vuoto istituzionale.

Il nulla cosmico, con passaporto diplomatico.