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14/02/2026 ore 07.07
Cronaca

Il Crati sfonda gli argini in tre punti, notte da incubo nella Sibaritide. La rabbia di Stasi: «Si poteva evitare»

Il sindaco di Corigliano Rossano: «C’è rabbia, fondi fermi da anni per la messa in sicurezza». Disagi anche a Cassano all’Ionio, Iacobini: «È il mio cuore il paese più straziato»

di Francesco Roberto Spina

«Una piena con una forza inaudita». Così il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, descrive il maltempo che ha colpito parte del territorio comunale anche durante la notte, provocando l’esondazione del fiume Crati e gravi danni. «Nel pomeriggio di ieri – scrive il sindaco – il livello del fiume ha superato i 5,50 metri», determinando il cedimento dell’argine destro in almeno tre punti: uno poco a monte della linea ferroviaria e due a valle della Statale 106. L’acqua ha invaso abitazioni, terreni agricoli, aziende e aree interessate da progetti in corso.

«Intorno alle 17 ho disposto l’evacuazione delle contrade Foggia, Thurio e Ministalla – ha spiegato Stasi in un posto pubblicato sui social – e all’arrivo dell’acqua molte persone erano già fuori casa. Altre sono state raggiunte grazie all’intervento di Comune, Protezione civile, carabinieri, Polizia e Vigili del fuoco».

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Numerosi cittadini restano ancora fuori dalle abitazioni, spesso al freddo – come affermato dal primo cittadino – , avendo rifiutato sistemazioni alternative: «Li sto incontrando personalmente – ha aggiunto il sindaco di CoRo – siamo stati qui tutta la notte, lavorando senza sosta per consentire alle imprese di intervenire sugli argini crollati, in condizioni difficili e al buio, perché ogni ora è preziosa». Una delle rotture, la più imponente a monte della ferrovia, è stata già fortemente ridotta, mentre si lavora contemporaneamente sugli altri cedimenti.

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Accanto alla stanchezza emerge però anche la rabbia: «C'è rabbia oltre che stanchezza – ha sottolineato Stasi – . Lo dico senza giri di parole e senza ipocrisia. C'è rabbia perchè la furia della piena ha rotto un argine che avrebbe già dovuto essere messo in sicurezza, perché ci sono i soldi fermi da anni proprio per questi tratti, perché lo abbiamo chiesto ripetutamente».

Il sindaco ha infine richiamato l’attenzione sulla condizione delle famiglie colpite: «C’è gente che per la seconda volta in pochi anni ha perso tutto, che aspetta di rientrare in casa per capire cosa salvare, che spera di raggiungere campi e animali con la speranza di trovare ancora qualcosa. Spero almeno che stavolta queste persone vengano tenute in considerazione e messe nelle condizioni di ripartire, perché l’ultima volta hanno dovuto rifare tutto da soli».

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Problemi si sono registrati anche nel territorio di Cassano all'Ionio, in particolare in località Lattughelle. In coda, le parole del sindaco di Cassano, Iacobini, che ha pubblicato sui social una foto del piazzale della Chiesa di San Raffaele Arcangelo completamente sommerso dall’acqua, accompagnandola con un messaggio: «È il mio cuore il paese più straziato…».

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