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27/05/2026 ore 07.00
Cronaca

Il primario Vincenzo Scorcia lascia Catanzaro: dall’inchiesta sulla Dulbecco al progetto in Emilia Romagna

Il medico oculista andrà a Forlì per un progetto su cornea artificiale e cheratoplastica. Lascia temporaneamente la Calabria mentre resta aperta l’inchiesta sulle presunte liste d’attesa privatizzare alla Dulbecco

di Luana Costa

Il medico oculista Vincenzo Scorcia lascia Catanzaro e la Calabria per svolgere un progetto di formazione professionale finalizzato allo sviluppo di nuove tecnologie di cheratoplastica lamellare e di cornea artificiale alla casa di cura Villa Igeo a Forlì. È quanto si legge nella delibera del commissario straordinario dell’azienda ospedaliera universitaria Dulbecco di Catanzaro, Simona Carbone, che prende atto del decreto del rettore dell’Umg Giovanni Cuda.

Il docente ha infatti comunicato la volontà di essere collocato in aspettativa senza assegni per il periodo aprile/dicembre 2026 al fine di poter svolgere un progetto di ricerca in Emilia Romagna. Ha parimenti rinunciato all’incarico di direttore di struttura operativa complessa per la durata dell’aspettativa. L’azienda ha attivato la procedura di sospensione dell’attivazione assistenziale.

Nel luglio del 2025 il primario è rimasto coinvolto nell’inchiesta della Procura di Catanzaro che ipotizza condotte volte alla privatizzazione delle liste d’attesa all’azienda ospedaliera universitaria Dulbecco di Catanzaro. In particolare, al centro delle indagini la gestione degli interventi nel reparto di Oculistica sotto la regia del primario accusato di peculato e truffa. L’indagine penale è ancora nella fase delle indagini preliminari.

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Più di recente la Corte dei Conti ha confermato il sequestro conservativo a carico del professionista, nell’ambito di un procedimento contabile originato da quello penale. Al medico e docente universitario è contestato il presunto «indebito esercizio di attività libero professionale extra-istituzionale in violazione del contratto instaurato» con l’azienda ospedaliera universitaria di Catanzaro che prevede, invece, un rapporto di esclusività.

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