Il rugbista della nazionale del Lussemburgo e il fisioterapista: chi sono i fratelli Orsino, fermati per l’omicidio di Antonio Perrotta
Domenico gioca in Francia e ha una carriera internazionale nella palla ovale: erano in vacanza in Calabria e sono accusati della morte del 34enne di Fuscaldo dopo la violenta lite davanti a una discoteca. La madre della vittima: «Me l’hanno ammazzato»
Due fratelli fermati per la morte di Antonio Perrotta, il 34enne di Fuscaldo deceduto dopo una violenta lite davanti a una discoteca di Sangineto. Si tratta di Domenico Orsino, pilastro della nazionale di rugby del Lussemburgo e giocatore del CS Bourgoin-Jallieu in Francia, e del fratello Umberto Orsino, fisioterapista. Per entrambi l'accusa è di omicidio aggravato dai futili motivi.
I due, calabresi di origine ma residenti in Lussemburgo, si trovavano nel Cosentino per trascorrere un periodo di vacanza con alcuni parenti. La notte tra sabato e domenica sono rimasti coinvolti nella lite all'esterno del locale, culminata con il pestaggio di Perrotta.
Secondo le prime ricostruzioni, tutto sarebbe iniziato all'interno della discoteca per una questione legata all'ingresso. I due fratelli sarebbero entrati nel locale senza biglietto e, dopo essere stati fermati dagli addetti alla sicurezza, sarebbe nata una discussione poi proseguita all'esterno.
Antonio Perrotta, che lavorava come addetto alla sicurezza, sarebbe stato coinvolto nella fase successiva della lite. Secondo quanto emerso finora, avrebbe ricevuto alcuni colpi che gli hanno provocato lesioni gravissime.
Perrotta era stato inizialmente ricoverato all'ospedale di Cetraro. Con l'aggravarsi delle sue condizioni era stato trasferito nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Cosenza, dove è morto.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Paola, sono state condotte da carabinieri e polizia, con la Squadra Mobile di Cosenza impegnata nella ricostruzione dell'accaduto. Gli investigatori hanno acquisito testimonianze e immagini delle telecamere di videosorveglianza e hanno effettuato perquisizioni.
Le indagini sono state particolarmente rapide anche perché i due fratelli, secondo quanto emerso, avrebbero potuto lasciare l’Italia rapidamente proprio perché residenti all’estero. Il provvedimento di fermo è scattato prima della loro partenza.
Chi è Domenico Orsino, il rugbista della nazionale del Lussemburgo
Domenico Orsino è il più noto dei due fratelli per la sua attività sportiva. Pilone, è stabilmente nel gruppo della nazionale del Lussemburgo e milita a livello di club in Francia con il CS Bourgoin-Jallieu.
Lo scorso 9 maggio era sceso in campo da titolare, con la maglia numero 3, nella partita della Conference di Rugby Europe vinta dal Lussemburgo per 22-17 contro la Finlandia.
La sua esperienza con la nazionale non è episodica. Orsino aveva preso parte anche alla storica promozione del Lussemburgo nel Rugby Europe Trophy nel 2024. Nella decisiva vittoria per 19-0 contro la Moldova aveva inoltre segnato una delle tre mete della sua squadra.
Una carriera sportiva internazionale che ora si intreccia con un'inchiesta per omicidio.
La famiglia di Antonio Perrotta: «Me l'hanno ammazzato»
Intanto, la famiglia di Antonio Perrotta chiede giustizia. La madre, in lacrime, ha raccontato al Tg1 il dolore per la perdita del figlio: «Me lo hanno ammazzato».
Antonio lavorava come operaio durante il giorno e come bodyguard di notte per arrotondare. Lascia la compagna e quattro figli, l'ultimo dei quali ha meno di un anno.
La notizia ha provocato dolore e sgomento in tutto il Tirreno cosentino. Il sindaco di Fuscaldo, Giacomo Middea, ha annunciato il lutto cittadino in occasione dei funerali, non ancora fissati: «Non si può morire così». L'amministrazione ha inoltre annunciato che in quella giornata saranno esposte le bandiere a mezz'asta e sarà rivolto un invito alle attività commerciali ad abbassare le saracinesche. È stato chiesto anche di valutare l'annullamento o il rinvio di eventi e manifestazioni.
Anche a Sangineto il sindaco Michele Guardia ha annunciato lo stop agli spettacoli: «La violenza non può e non deve mai trovare spazio nella nostra comunità». Il primo cittadino ha richiamato la necessità di rafforzare sicurezza, rispetto e legalità.
Sulla situazione del territorio è intervenuto anche il sindaco di Santa Maria del Cedro, Ugo Vetere, che ha parlato di altri episodi di violenza che nelle ultime settimane avrebbero accompagnato le notti della movida, chiedendo maggiore presenza e controllo.
Ora saranno gli ulteriori accertamenti della Procura di Paola a chiarire la dinamica esatta della lite, il ruolo dei due fratelli e le responsabilità per la morte di Antonio Perrotta. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e le accuse dovranno essere valutate dall'autorità giudiziaria.