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05/01/2026 ore 08.30
Cronaca

In Calabria liste d’attesa infinite, ecografia urgente fissata al 2027: il caso di un pensionato già vittima della ‘ndrangheta

L’associazione La Tazzina della legalità denuncia le difficoltà di Raffaele Fazio: per un esame importante dovrà aspettare quasi un anno e mezzo. Lettera a Occhiuto e Carbone e possibile esposto alla Procura

di Redazione Cronaca

La denuncia arriva via social dall’associazione La Tazzina della legalità. La firma il presidente Sergio Gaglianese ed è l’ennesimo viaggio nei ritardi della sanità in Calabria: «Purtroppo – scrive Gaglianese su Facebook – siamo costretti a registrare l’ennesima segnalazione pervenuta alla nostra associazione, una situazione che definire assurda e intollerabile è persino riduttivo e che certifica, ancora una volta, lo stato di profondo dissesto della nostra sanità pubblica».

La storia è quella di Raffaele Fazio, già vittima della ’ndrangheta, pensionato al minimo, che, spiega Gaglianese, «è stato operato a una gamba con l’applicazione di una protesi. Oggi presenta gravi problematiche anche all’altra gamba. Il medico gli ha prescritto con urgenza un’ecografia diagnostica, indispensabile per valutare come procedere ed evitare conseguenze potenzialmente irreversibili. Ebbene, al momento della prenotazione presso il Cup, l’esame gli è stato fissato a maggio 2027».

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«Mi domando, e lo domando pubblicamente – continua il presidente de La Tazzina della legalità – se sia tollerabile, in un Paese che si definisce civile, attendere quasi due anni per un semplice esame ecografico, con il concreto rischio che, a quella data, possa essere ormai troppo tardi. Qui non siamo di fronte a un disservizio, ma a una vera e propria negazione del diritto alla salute, sancito dalla Costituzione».

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È per questo che Gaglianese ha scelto di scrivere al presidente della Regione Calabria, nonché Commissario straordinario della sanità Roberto Occhiuto e alla Commissaria della Dulbecco Simona Carbone: «In mancanza di risposte immediate e concrete, procederemo con un esposto alla Procura della Repubblica. Non è certo mia intenzione trasformare la denuncia quotidiana in una prassi, ma quando lo Stato fallisce e i cittadini più fragili vengono abbandonati, il silenzio diventa complicità. E io non intendo essere complice».

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