Incendiato l’ingresso dello studio di un medico a Rosarno: «Colpita tutta la comunità»
Il capogruppo in Comune Italiano: «Mi unisco al nostro Sindaco quando dice che la nostra è una comunità sana, che respinge con forza ogni forma di violenza e di sopraffazione». Ordine dei medici: «Serve una risposta forte e condivisa»
Atto intimidatorio ai danni di un medico di base a Rosarno, dove ignoti hanno incendiato l'ingresso dell'ambulatorio del dottor Aldo Ingegnere. Sul posto, la notte tra venerdì e sabato, sono intervenute le forze dell'ordine ed è stata aperta un'indagine coordinata dalla Procura di Palmi.
«Leggiamo dell’incendio del portone d’ingresso dello studio medico del dottor Aldo Ingegnere, stimato medico di medicina generale che presta la sua opera a Rosarno». È quanto dichiara in una nota il capogruppo di Rosarno prima di tutto, Michele Filippo Italiano. «L’incendio del portone d’ingresso del suo studio professionale rappresenta un gesto violento e vile e colpisce nel profondo tutti i cittadini. Apprendiamo dalla stampa, di un altro recente danneggiamento, sempre nei confronti di un’altra dottoressa, alla quale è stata danneggiata l’auto. Sono questi, atti e offese gravi, alle quali tutta la città deve reagire con prontezza isolando i criminali e stringendosi attorno ai professionisti vittime di attacchi così violenti. Mi unisco al nostro Sindaco quando dice che Rosarno è una comunità sana, che respinge con forza ogni forma di violenza e di sopraffazione, Concordo con lui, a episodi come questo si risponde con l’unità. Noi su questo ci siamo e confidiamo su una risposta che sappia coinvolgere tutta la comunità».
A nome del Consiglio dell'Ordine dei medici di Reggio Calabria «piena solidarietà e vicinanza» è stata espressa dal vicepresidente Vincenzo Nociti secondo cui «si tratta di un gesto vile e inaccettabile che colpisce non solo un medico stimato, ma l'intera comunità sanitaria».
«I medici di medicina generale - afferma Nociti - lavorano con carichi assistenziali elevatissimi tra burocrazia, carenza di risorse e continue limitazioni normative. Sono il primo presidio sanitario sul territorio, chiamati a rispondere ai bisogni dei pazienti con professionalità e senso del dovere, nonostante le difficoltà crescenti».
Il Consiglio dell'Ordine condanna con fermezza l'accaduto e richiama la necessità di garantire sicurezza ai professionisti sanitari e rispetto per il loro lavoro. Da qui anche un appello alla comunità a ristabilire «un clima di fiducia reciproca», ribadendo che «la violenza, in ogni forma, va condannata».
«Siamo certi - conclude Nociti - che Ingegnere continuerà a svolgere il proprio lavoro con dedizione e responsabilità». L'Ordine rinnova quindi la propria vicinanza al dottor Ingegnere, evidenziando l'urgenza di tutelare e valorizzare il ruolo dei medici di famiglia: «Episodi come questo non devono e non possono trovare alcuna giustificazione. La violenza, in ogni forma, va condannata con fermezza».