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12/05/2026 ore 18.36
Cronaca

Inchiesta arbitri, nessun nuovo indagato né dirigenti da sentire. Si punta a definire l’indagine entro l’estate

Vertice in Procura a Milano. Nei prossimi giorni gli inquirenti analizzeranno il materiale già acquisito, tra intercettazioni e testimonianze recenti, con l’obiettivo di ricostruire in modo completo i fatti contestati

di Redazione Cronaca

Non c’è, al momento, la necessità di sentire dirigenti di club né di iscrivere altre persone nel registro degli indagati oltre alle cinque già coinvolte tra arbitri e “varisti”, tra cui l’ex designatore Gianluca Rocchi. È quanto emerso da un vertice tra il procuratore di Milano Marcello Viola e il pm Maurizio Ascione, titolare dell’inchiesta sul sistema arbitrale, condotta dal Nucleo operativo metropolitano della Guardia di Finanza.

Secondo quanto riferito, non sarebbero emersi elementi nuovi rispetto al quadro investigativo già definito. Per questo, al momento, non sono previste nuove convocazioni né aggiornamenti del registro degli indagati.

Nei prossimi giorni gli inquirenti analizzeranno il materiale già acquisito, tra intercettazioni e testimonianze recenti, con l’obiettivo di ricostruire in modo completo i fatti contestati.

L’indagine ruota attorno a ipotesi di frode sportiva, tra cui presunte pressioni sulle designazioni arbitrali e interventi nelle decisioni al Var. A Rocchi vengono contestati tre capi di imputazione, tra cui una presunta “bussata” alla sala Var in Udinese-Parma e due episodi di designazioni considerate pilotate.

Nel fascicolo risulta indagato anche l’ex supervisore Var Andrea Gervasoni. La Procura dovrà ora stabilire l’eventuale evoluzione delle contestazioni entro la pausa estiva, valutando se proseguire sul fronte della frode sportiva e delle presunte interferenze nelle designazioni.

La recente testimonianza dell’ex manager dell’Inter Giorgio Schenone non avrebbe, al momento, prodotto nuovi sviluppi investigativi.