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18/11/2024 ore 20.04
Cronaca

Inchiesta contro il clan Abbruzzese di Cassano, scena muta o quasi da parte degli indagati

Tutte le persone raggiunte dall’ordinanza di custodia cautelare sono comparse davanti al gip Chiara Esposito. La maggior parte si è avvalsa della facoltà di non rispondere

di Antonio Alizzi

Hanno fatto quasi tutti scena muta gli indagati coinvolti nella nuova operazione della Dda di Catanzaro contro il clan degli Abbruzzese di Cassano Ionio. Questa mattina si sono svolti infatti gli interrogatori di garanzia davanti al gip Chiara Esposito, che ha firmato l'ordinanza cautelare.

La maggior parte delle persone arrestate, collegate in videoconferenza dai rispettivi istituti penitenziari, hanno scelto di non rispondere alle domande del gip Esposito. In due casi, però, non è stato così. L'indagato Enzo Molino, difeso dall'avvocato Marcello Manna, ha escluso ogni addebito, evidenziando la sua totale estraneità ai fatti contestati relativi al trasporto del latitante Leonardo "Nino" Abbruzzese da Spezzano Albanese a Bari.

La vittima non paga e il clan degli zingari lo avverte: «Scava una fossa e buttati dentro»

Nel secondo, invece, parliamo d Francesco Pio Alfano, autista dell'ambulanza incriminata, che si è detto inconsapevole che all'interno dell'auto di soccorso ci fosse un latitante. «Non spettava al sottoscritto fare le verifiche rispetto alla carta d'identità», falsificata con un nome diverso di quello del soggetto legato alla famiglia degli "zingari" di Cassano Ionio. «Io sono un volontario e facciamo attività di soccorso a pagamento come prevede lo statuto», ha dichiarato Alfano, difeso dagli avvocati Matteo Cristiani e Paolo Cosentino.

I nomi delle persone indagate e raggiunte da un'ordinanza di custodia cautelare:

Nel collegio difensivo figurano tra gli altri gli avvocati Rossana Cribari, Andrea Sarro, Nicoletta Grandinetti, Marcello Manna, Matteo Cristiani, Paolo Cosentino e Roberto Trovato.