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20/08/2026 ore 18.49
Cronaca

Inchiesta Medusa, 30 euro a stanza al motel Pitagora di Crotone: così il “giro” della prostituzione faceva tappa sulla 106

Secondo le accuse, i gestori avrebbero consentito l’accesso a clienti e prostitute senza identificazione. Per i pm la struttura era abitualmente utilizzata per gli incontri. Le porte secondarie per non passare dalla reception

di Alessia Truzzolillo

Comfort e discrezione al modico prezzo di 30 euro. C’è un motel a Crotone lungo la statale 106 che si chiama Pitagora. Secondo le ricostruzioni dei carabinieri e della Procura, questa struttura, attualmente posta sotto sequestro preventivo, ospitava gli incontri di un giro di prostituzione gestito dalla famiglia rumena Nita e non solo.
A garantire accesso all’albergo sarebbero stati i due gestori della struttura, anche loro indagati: Elena Visan e Aldo Marasco.
Stando ai capi d’accusa Visan – anche lei di origini rumene – avrebbe avuto il compito di accogliere clienti e prostitute «fornendo loro indicazioni sulle stanze disponibili, consegnando le chiavi, incassando in più occasioni il corrispettivo in denaro (in contanti e senza tracciabilità), omettendo di procedere alla prescritta identificazione e registrazione degli alloggiati, nella consapevolezza che la camera locata era funzionale alla prestazione di attività di prostituzione».
Dal canto suo Marasco avrebbe tollerato e agevolato quello stato di fatto, consapevole dell’attività di prostituzione che si svolgeva nel motel e «traendo un profitto economico indiretto da tale attività attraverso la locazione delle camere impiegate per prestazioni sessuali».

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Racconta anche questo l’inchiesta Medusa condotta dai carabinieri del comando provinciale di Crotone e coordinata dalla Procura guidata da Domenico Guarascio. Un’inchiesta che ha svelato un lucroso giro di prostituzione gestito da quattro uomini di origine rumena - lonut Onoriu Nita, Benone Nita, Marcel Dimitru e Vasile Dimitru – che avrebbero sfruttato l’attività di meretricio delle mogli e compagne pretendendo da loro di gestire i soldi della prostituzione. Gli incontri sarebbero avvenuti in macchina, in luoghi più o meno appartati, (come nelle immediate vicinanze dello stadio “Ezio Scida”, in adiacenza all’ospedale “San Giovanni di Dio” e al parco Pignera, area pubblica frequentata quotidianamente da famiglie, bambini in tenera età e adolescenti) oppure nel Motel Pitagora, un “lusso” che costava al cliente il sovrapprezzo di 30 euro per il costo della stanza.

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«Dalle conversazioni telefoniche captate e dalle immagini acquisite è emerso che il “Motel Pitagora” sia abitualmente frequentato da prostitute, che ivi consumano i loro rapporti sessuali dietro pagamento con i loro clienti, ed è al contempo emerso che i due gestori Marasco e Visan siano consapevoli dì tale circostanza, dunque, tollerano e non impediscono la reiterazione di tale attività», scrive il gip Assunta Palumbo.

A febbraio 2025, una delle prostitute che frequentava l’albergo. Elena Visan, riceve la telefonata di un commercialista che la informa «che la struttura era messa male perché non pagava tasse, non presentava bilancio, e pertanto era impossibile che un commercialista si prendesse l’onere di fare da amministratore, in quanto avrebbe unicamente amministrato debiti. L’uomo aggiungeva che la società attuale doveva chiudere e consigliava di costituirne una nuova. Alla domanda di Visan come facesse a sapere queste cose, visto che non gli avevano consegnato documentazione, rispondeva che non c’era bisogno di controllare nulla, in quanto aveva già parlato con Aldo (Aldo Marasco), che gli aveva riferito che lui non pagava nulla e non faceva bilanci, dichiarazione dei redditi, dell’iva ecc.».

Gli investigatori hanno scoperto l’inconsueto modo di entrare e uscire che adoperava un’altra prostituta, Nita Vasilica: «accedeva da una porta secondaria, senza passare dalla reception e portando con sé ben due clienti, prima accedendo con uno e, successivamente, facendo accedere l’altro. Al termine lei ed i due uomini lasciavano la struttura con le stesse modalità, ovvero uscendo dalla porta secondaria, senza passare dalla reception». Al Motel Pitagora per 30 euro si offrivano comfort e uscite secondarie.