Inchiesta Teorema a Crotone: in carcere l’ex vicepresidente della Provincia Fabio Manica, arrestati altri tre indagati
Le misure eseguite questa mattina dalla Guardia di finanza. In carcere anche Giacomo Combariati, domiciliari per Luchetta e Bisceglia. Le misura restrittive disposte dal gip che ha accolto (in parte) la richiesta della Procura
L'ex vice presidente della Provincia di Crotone, Fabio Manica, esponente di Forza Italia, è stato sottoposto oggi a custodia cautelare in carcere nell'ambito dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Crotone su un sistema che avrebbe pilotato gli appalti banditi dall'ente intermedio verso professionisti e imprenditori amici in cambio di denaro. La misura restrittiva è stata disposta dal gip di Crotone, Assunta Palumbo, che ha accolto la richiesta della Procura della Repubblica avanzata nei giorni scorsi, allorquando i militari della Guardia di finanza di Crotone, che hanno svolto le indagini, avevano notificato un avviso di garanzia a Manica e ad altre 19 persone oltre a eseguire un sequestro di beni per circa 400mila euro.
La Procura aveva chiesto l'arresto per Manica e per altre quattro persone ritenute al vertice di una associazione per delinquere finalizzata alla gestione degli appalti pubblici. Dopo che nei giorni scorsi aveva interrogato gli indagati per i quali era stata avanzata richiesta di misura cautelare, il gip Palumbo ha sciolto oggi la riserva e disposto la custodia in carcere per Fabio Manica ma anche per Giacomo Combariati, ritenuto dagli inquirenti suo braccio destro e che avrebbe messo a disposizione del gruppo le sue società, destinatarie di affidamenti pubblici, a cominciare dalla Sinergyplus srl, i cui assetti societari sarebbero stati ridefiniti sulla base delle indicazioni di Fabio Manica. Entrambi sono accusati di associazione a delinquere e corruzione e ritenuti responsabili di una lunga serie di capi d'imputazione.
Mazzette a Crotone, l’ombra della corruzione anche su Cirò Marina: «Oltre a Manica coinvolto un funzionario apicale»Domiciliari per Luca Bisceglia e Rosaria Luchetta
Il gip ha disposto gli arresti domiciliari per i professionisti Luca Bisceglia e Rosaria Luchetta, destinatari di affidamenti pubblici, che avrebbero svolto funzioni di supporto costituendo società ad hoc, ricevendo incarichi professionali, mettendo a disposizione le proprie competenze per recuperare finanziamenti, corrispondendo e ricevendo le quote pattuite. La Procura aveva chiesto anche per loro il carcere.
Divieto di dimora nel territorio provinciale è stato notificato infine all'avvocato Francesco Manica, fratello di Fabio, che avrebbe garantito assistenza legale al sodalizio suggerendo la partecipazione formale della moglie per mascherare la compagine societaria. Per lui invece erano stati chiesti i domiciliari.
Secondo quanto ritenuto dal gip Palumbo le misure si sono rese necessarie per l'accertata sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e del rischio di reiterazione del reato. Il giudice ha sottolineato come la rete di relazioni sociali degli indagati e le modalitò dei delitti contestati rendano le comuni prescrizioni di legge insufficienti a contenere il pericolo, optando quindi per la restrizione della libertà personale.
Allo stesso tempo il gip ha concesso una proroga di sei mesi agli inquirenti per completare l'attività investigativa. Nei giorni scorsi i militari hanno eseguito nuove acquisizioni di atti alla Provincia ma anche al comune di Crotone e al comune di Ciro' Marina