Indagato per aver tentato di far arrivare soldi alla ‘ndrangheta, trasferito l’ex funzionario dell’Ufficio gip di Milano
È accusato di aver cercato di far avere 1 milione di euro a un referente della cosca Condello, l’avvocato chiarisce in merito alle notizie già circolate: «Non è stato sospeso»
È stato trasferito per incompatibilità ad altro incarico e ufficio, fuori dal Palazzo di Giustizia di Milano, l'autista e funzionario amministrativo, che era in servizio all'Ufficio Gip milanese, finito al centro di una inchiesta per tentata truffa e falso con l'aggravante mafiosa e anche delle contestuali verifiche dei vertici del Tribunale milanese. Lo ha spiegato l'avvocato Roberto Grittini, uno dei suoi legali, il quale fa presente che su decisione del ministero della Giustizia allo stato il funzionario è stato trasferito e non sospeso. La notizia è stata anticipata dai tg di Telelombardia e Antenna3.
Secondo le indagini della Procura milanese, che hanno portato anche a perquisizioni e al sequestro dell'ufficio dove l'autista lavorava, l'indagato avrebbe tentato di far arrivare quasi un milione di euro, una somma che era stata confiscata in un procedimento, ad un uomo della 'ndrangheta, precisamente della "cosca Condello", anche lui indagato.
Il dipendente amministrativo, 54 anni, avrebbe, infatti, compilato un modulo, con "in calce" la sua firma, e con la "disposizione di restituire" al 40enne quella somma. Equitalia Giustizia, però, dopo aver ricevuto quella richiesta di sblocco e restituzione del denaro, chiese dei "chiarimenti" il 15 luglio alla presidenza della sezione Gip. Non risultava alcun provvedimento giudiziario sulla restituzione di quei soldi e, dunque, il giorno successivo sono subito scattati gli accertamenti.
Si stanno, intanto, passando al setaccio tutte le altre pratiche gestite dal 54enne.